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Autopubblicazione,  Scrittura,  Vita da scrittori (e non)

Amazon KDP: notizie interessanti

…e altre scoperte del mese di marzo

Marzo è stato davvero un mese strano, direi quasi agrodolce, tra le preoccupazioni relative al virus, le restrizioni connesse e la gioia per il percorso di Cercando Goran, inserito tra le Offerte del Mese da Amazon. Non sono certo aspetti della vita di pari importanza, o che si bilanciano in qualche modo, ma ogni cosa deve mantenere la propria identità, se si vuole evitare che nei momenti pesanti tutto diventi grigio e offuscato. Quindi vi racconto le scoperte interessanti che marzo mi ha offerto nell’ambito della scrittura e dell’autopubblicazione.

1 – Essere tra le offerte del mese Amazon funziona!

Non sono in grado di fare paragoni, ma sono più che soddisfatta delle 384 copie vendute e delle 13.000 pagine lette con i programmi KU e KOLL. Sommate alle 330 copie vendute in precedenza, durante le varie vite del romanzo, mi sembrano un percorso di tutto rispetto per il romanzo di un’autrice indipendente. Le copie cartacee vendute sono state solo 7, perciò si potrebbe dire irrilevanti per il risultato, ma c’è una precisazione molto utile al punto 6.

Mi ha fatto piacere che siano state lette anche 815 pagine di Veronica c’è. Grazie a tutti coloro che hanno acquistato e stanno tuttora acquistando! Sono felice di essere entrata tra le vostre letture.

Aggiornamento del 16 aprile 2020: le pagine lette tramite i programmi KU e KOLL sono diventate molto meno profittevoli che in passato per l’autore. Lo avevo già letto su blog amici, ora ho potuto constatarlo dalle royalties di marzo. Peccato!

2 – È bello scrivere mentre si vende…

Dà la piacevole sensazione di scrivere per qualcuno, dove quel qualcuno non va cercato con il lanternino. È come se un flusso prima frammentato e pieno di ostacoli avesse trovato una sua regolarità. È motivante, dissipa una parte della negatività che si accumula con la fatica nel trovare lettori. Esperienza da ripetere. (Amazon, mi senti?)

I fiori di marzo accompagnano le novità su Amazon KDP.

3 – Inserzioni su Facebook: approvate.  

Imparando dall’esperienza dei colleghi che hanno avuto buoni risultati utilizzando le inserzioni pubblicitarie di Facebook, anche con un solo euro al giorno (Giulia Mancini ne parla QUI), ho tentato anch’io e mi sento di dire che ne è valsa la pena. Naturalmente ogni romanzo è una storia a sé, perciò quello che funziona su uno può risultare inutile su un altro; inoltre la mia è una valutazione opinabile, perché non posso avere la certezza di cosa abbia provocato una vendita. Credo comunque che con Cercando Goran questa tattica abbia rinforzato la già esistente promozione di Amazon. Sto proseguendo l’inserzione a un euro al giorno per capire fino a dove posso arrivare senza che la spesa quotidiana sia maggiore delle entrate.

4 – Un buon lavoro sulla copertina vale oro

L’argomento è già stato al centro del mio articolo Il momento della copertina, ma da allora ho capito qualcosa in più.

Non tutti gli autori si interessano alla creazione della copertina dei loro libri, quando magari c’è un editore a provvedere, ma io esorto tutti a farlo. Anche chi affida la copertina a un professionista fa bene ad avere idee proprie, basate non solo sulla semplice fantasia, in modo da assumere un ruolo propositivo. Persino chi pubblica con un editore può a volte influenzare in qualche misura la copertina del proprio libro. (Se ve lo state domandando: no, gli editori non sempre hanno idee belle e professionali sulle copertine, quindi vale la pena di offrire suggerimenti.)

Non voglio dilungarmi sui dettagli tecnici, ma sull’approccio al lavoro per cui devo ringraziare mio figlio Enrico, che si è rivelato molto efficace.

  • Prima ancora di lavorare sulle idee che potevo avere, abbiamo studiato le copertine dei best-seller dello stesso genere di Cercando Goran e di nostro gusto, sul mercato italiano e su quello statunitense. Ne abbiamo trovate tre o quattro, non di più, ma intanto abbiamo preso nota di cosa non ci piaceva nelle altre copertine.
  • Abbiamo valutato diverse immagini e scelto la migliore su cui avrei lavorato con Gimp. Non uso Photoshop, infatti, e Canva non offriva tutte le opzioni che mi servivano.
  • Elaborando la copertina su Gimp, abbiamo seguito una logica rigorosa: niente è abbastanza buono fino a quando ogni suo elemento non è stato analizzato, messo in discussione e portato al suo massimo livello. Ogni elemento singifica font, dimensioni, posizioni, decorazioni, fronte, retro, costa, blurb, note sull’autore. Tutto.

Lo scopo è passato dal creare una copertina genericamente “bella” al creare la miglior copertina possibile. Non vi dico quante volte ho chiamato mio figlio a dire la sua su un’ipotesi, già gongolante, per sentirmi dire “carina, però…”. Lo avrei strangolato! Ma senza di lui mi sarei assestata su una copertina molto meno curata, che non avrebbe contribuito altrettanto alla commerciabilità del romanzo. Il risultato finale può piacere o meno, naturalmente, ma il metodo mi ha convinta in pieno, e so già che lo utilizzerò per le mie future copertine.

Dettagli pratici: la cover per il cartaceo deve essere resa più luminosa di quella dell’ebook, o il risultato su carta sarà più cupo di quello che ci si aspetta e i colori saranno più spenti. Quanto alla scelta tra copertina lucida e opaca: lucida, assolutamente.   

5 – Le due categorie di Amazon KDP… sono dieci!

Vero scoop per me, che scopro spesso l’acqua calda. Autopubblicando con KDP ci si trova a dover scegliere le due categorie in cui il romanzo verrà inserito. Non è una scelta semplice, perché spesso si ha l’impressione di dovergli mettere addosso un vestito inadatto.

Sono stata quindi ben contenta nello scoprire che in realtà le due categorie… sono dieci! Ci si accede, però, soltanto su diretta richiesta ad Amazon Author Central (in inglese).

È necessario individuare innanzitutto su Amazon tutti i possibili percorsi che il lettore può seguire per raggiungere il nostro libro, partendo dalla pagina “Libri” se si parla di cartaceo, “Kindle Store” se si parla di ebook. Da lì si procede usando soltanto le opzioni che vengono proposte da Amazon nella colonna di sinistra, inoltrandosi nelle varie possibilità fino a raggiungere il loro limite naturale.

A quel punto si compilerà il form su Author Central: nel campo “Select an issue” si sceglie “My Books”, nel campo “Select details” “Update information about a book”, nel campo sottostante “Browse categories”; si opta per il contatto via email e si invia un messaggio in questa forma:

ASIN: 1973539594
Title: Cercando Goran
AMAZON.IT

Hi, I would like to add to my novel the following browsing categories.

Libri > Gialli e Thriller > Mistero > Soprannaturale > Fantasmi
Libri > Gialli e thriller > Thriller e suspense > Soprannaturale > Fantasmi
Libri > Gialli e thriller > Thriller e suspense > Suspense
Libri > Gialli e thriller > Thriller e suspense > Thriller psicologici
Libri > Letteratura e narrativa > Narrativa contemporanea
Libri > Letteratura e narrativa > Narrativa di genere > Horror > Fantasmi
Libri > Letteratura e narrativa > Narrativa di genere > Horror > Occulto
Libri > Letteratura e narrativa > Narrativa letteraria

Thank you in advance for your help.

Questo è esattamente il messaggio che ho inviato per il Cercando Goran cartaceo; la versione digitale è molto più breve, perché esistono pochi percorsi (ma le due vanno tenute separate, perché gli ASIN sono diversi).

Si può chiedere che vengano aggiunte otto categorie a quelle esistenti, oppure che vengano sostituite le due esistenti con le nuove dieci. Dopo qualche giorno, si controlla sulla pagina Amazon del libro che non siano uscite categorie strane. Errare humanum est

Questa pratica – perché la adotto come tale – ha risvolti interessanti, che vi illustro nel prossimo punto.

6 – Controllare la “nicchia”

Su diversi siti autorevoli che spiegano come vendere su Amazon si dice: scegliete bene le categorie per inserirvi in una nicchia vantaggiosa, cioè non troppo minacciata dai competitors, in questo caso gli altri libri dello stesso genere sul mercato.

I numeri parlano chiaro: se il mio romanzo è alla posizione 2350 in una categoria, difficilmente verrà notato dai lettori che, appunto, cercano per categoria; se è alla posizione 36 di una nicchia ridotta risulterà più visibile.

Questo ragionamento, però, va preso con le molle: l’inserimento in una nicchia diminuisce sì la concorrenza, ma può anche far finire il romanzo in un cul de sac, dovei lettori lo ignoreranno in eterno.

Esempi personali. Avevo sistemato Veronica c’è nella categoria “narrativa per ragazzi/fuga da casa”. Molto preciso, molto inutile: lì non ci passa nessuno, secondo me. A pensarci, chi è che cercando un libro inserisce “fuga da casa”?

Dopo il mese di promozione di Cercando Goran, invece – purtroppo non prima, perché la mia scoperta delle dieci categorie è arrivata tardi – ho fatto correggere i percorsi di cui sopra da Author Central, e ho iniziato a vendere qualche copia cartacea. Strano, mi sono detta; questo è un formato poco remunerativo, in generale. Controllando, ho notato che ora il romanzo appare in categorie più ristrette, dove risulta al terzo, quarto e quattordicesimo posto. Le vendite nascono sicuramente da quella modifica.

Perciò consiglio caldamente a tutti gli autori che pubblicano con Amazon KDP di curare le dieci categorie, rimettendole in discussione se i risultati non sono buoni. Possono rimanere fiacchi anche in seguito, ma credo valga la pena di non lesinare sull’ottimizzazione delle varie caratteristiche della pubblicazione.  

Vi ho detto più o meno tutto. Spero che qualcosa possa esservi utile. Intanto sono alle prese con la prossima scelta: mantenere l’esclusiva ad Amazon per tutti i miei libri, oppure uscire dall’opzione Select e perdere la possibilità alle loro forme di promozione, ma vendere anche su altre piattaforme?

La decisione si prospetta travagliata. Sono già uscita da Select con Searching for Goran, che non vendeva una singola copia, ma la sua è una situazione particolare e isolata, in un certo senso.

Sul mercato italiano, che fare? Ha senso sperare in un inserimento di Veronica c’è tra le offerte del mese o del giorno, in futuro? Su cosa si basa Amazon per fare le sue proposte: recensioni, copie vendute, anzianità dell’autore, un contentino a ognuno? Chissà.

Mi auguro che portiate pazienza in questa situazione anomala e piena di restrizioni. La normalità non sarà quella del passato, quando potremo riprendere la nostra vita sociale, ma usciremo da questo periodo e ci adatteremo, senza perdere la nostra grinta e continuando a sorridere.

14 commenti

  • Marco

    Probabilmente ti scelgono se pubblichi solo su Amazon. Qualche mese fa sono finito in Prime (mi hanno pagato 100 euro), ma era per “Insieme nel buio”. Non è accaduto nulla, come sospettavo (a parte i 100 euro intascati). Per il resto, riguardo le categorie ci rinuncio. Credo che sia meglio puntare sulla conquista dei lettori, uno per volta, senza perdere tempo a scervellarsi in espedienti che se funzionano, funzionano per puro caso.

    • Grazia

      In effetti è sempre una scelta. Io preferisco (di solito) tentare, tu preferisci non perdere tempo. Se ci fosse un metodo che funziona davvero, saremmo qui a parlarne?

  • Elena

    Beh, hai fatto senza dubbio un ottimo lavoro con la nuova copertina di Cercando Goran, mi sa che alla bisogna ingaggio te e tuo figlio
    Io non pubblico su Amazon e non guardo mai le classifiche. Raramente ricevo stelline, non promuovo le recensioni tra i lettori (almeno quelli che conosco) semplicemente la penso come Marco sulle vendite. E poi, sono pigra
    Al di là delle capacità e delle competenze acquisite, credo che l’emozione di vendere una copia sia impagabile, un carburante eccellente per andare avanti nella scrittura.
    Un abbraccio e Buona Pasqua se non ci sentiamo piu! :*

    • Grazia

      Tanti auguri anche a te (quest’anno la Pasqua me la sto proprio dimenticando…). Per tutte queste operazioncine promozionali non contano soltanto le propensioni individuali, ma anche il tempo a disposizione. Quando lavoravo certe attività finivano sfrondate per forza.

  • Giulia Mancini

    Hai avuto degli ottimi risultati, complimenti! Essere tra le promozioni di Amazon e abbinare anche una promo di facebook di solito funziona, come sai ne ho parlato in un post. Sulle catergorie anch’io ho inserito meglio L’ombra della sera (non so perché era finito nei thriller giudiziari) e l’ho inserito nei thriller con suspense e thriller psicologici..
    Le copertine giuste sono importanti, anche quando vengono commissionate a un professionista è necessario starci dietro, io per ottenere il risultato che volevo ho dovuto faticare però alla fine quando guardo le cover dei miei thiller sono soddisfatta.

    • Grazia

      Il tuo consiglio è stato utilissimo. Anzi, aggiungo al post una riga in cui linko il tuo articolo, così i lettori hanno modo di leggere anche la tua esperienza, da cui la mia ha avuto origine. Le tue copertine secondo me sono professionali e hanno uno stile unificante, cosa molto importante per una serie di romanzi. Lo terrò presente, se mi capiterà in futuro una situazione simile.

  • Luz

    Un altro post decisamente utile per chi deve imparare a destreggiarsi nel mondo dell’autopubblicazione.
    Queste risorse condivise sono utilissime. Grazie!

    • Grazia

      Grazie a te per avere apprezzato. Sono argomenti che non interessano a tutti, ma possono diventare utili. Io sto imparando un pezzettino alla volta; chissà se arriverò a usare bene questi strumenti.

  • Maria Teresa Steri

    Arrivo tardi a commentare (avevo letto prima di Pasqua il post ma non ho avuto tempo per ripassare), ma volevo ringraziarti per aver condiviso con noi queste scoperte/risultati.
    Solo una domanda. Mi sembra di aver capito che pur inviando ad Author Central la richiesta per l’inserimento nelle categorie, comunque abbia effetto anche per l’edizione italiana: è giusto?
    In effetti quella delle categorie è un po’ una battaglia, perché ce ne sono di troppo affollate in cui si rischia di sparire, e di quelle talmente di nicchia che non servono a nulla. Difficile decidere.
    Non so se KDP ha già cominciato a inviare le richieste per Prime, di solito questo è il periodo. Ti auguro che tu possa essere inserita, però nel caso tu voglia togliere l’esclusiva Amazon, ti conviene cmq aspettare che facciano la scelta per questa tornata (la prossima dovrebbe essere a ottobre-novembre).

    • Grazia

      Sai che di Prime non so nulla? Grazie del consiglio, quindi. Per Author Central, dice l’assistenza KDP, bisogna indicare il mercato su cui si vuole agire, come ho messo nell’esempio, e l’operazione avviene solo su quel mercato. Forse non ho capito bene cosa intendi.

    • Grazia

      Per la cronaca, Maria Teresa: ti avevo detto che non c’era stato un positivo effetto strascico dopo l’offerta del mese, invece qualche giorno ancora “vivo”, se non vivace, c’è stato. Speriamo bene per il futuro, in ogni campo.

  • Barbara

    Quanta roba!
    Questi post sono sempre interessanti, anche se non sono dentro a tutte queste logiche (e con questa velocità, io arriverò a pubblicare qualcosa quando la lettura sarà mentale con un cavetto ultrahdmi…!!)
    Sulla copertina, hai assolutamente ragione. Tra l’altro la prima copertina di Goran, quella che vedo dal mio Kobo, mi dava l’idea di una storia psicologica-romanticosa, in effetti niente a che vedere con quello che ho capito poi della trama, l’elemento “fantastico” diciamo. Per cui in effetti la nuova copertina è più che azzeccata.
    Sul cartaceo: mi sono fatta l’idea che l’opaco e morbido, con quell’effetto vellutino, va bene con i toni chiari e certi tipi di storie (le romanticose appunto), mentre la lucida sta meglio su gialli, thriller e mistery, e pure sui saggi. E’ un’idea “a pelle”, non saprei dirti da cosa nasce… (forse proprio dal tatto, a pelle, appunto )

    • Grazia

      Idea verificata? Te lo chiedo perché io partivo da una preferenza per l’opaco, che poi ho messo in discussione facendomi inviare copie nelle diverse versioni. Niente da fare: la copertina opaca di Amazon KDP è spenta, fiacca, anche quando si cerca di rendere l’immagine più luminosa. Questo, forse, è un suo limite specifico, non riscontrabile in altre stampe.

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