Autopubblicazione,  Editoria,  Promozione,  Vita da scrittori (e non)

Tutti gli amori imperfetti

Non è l’argomento del post di oggi, ma il titolo del mio nuovo romanzo!

Il post di oggi doveva avere tutt’altro argomento, ma il lieto evento mi spinge a cambiare programma: il mio nuovo romanzo sta per vedere la luce! Anche se mancano alcuni dettagli finali, ormai è questione di giorni. Posso quindi parlarne senza avere la sensazione di dire gatto prima di averlo nel sacco, come si suole dire.  

Santo cielo, sembrava che questo momento non dovesse mai arrivare… Ho capito una cosa, che credo possa avere valore generale: quando si scrive una storia, è bene non soltanto portarla a termine – che è già un discreto miracolo – ma anche correggerla fino a darle una forma più o meno definitiva, se si ha intenzione di proporla agli editori e/o ai lettori. Fare trascorrere anni prima di provvedere a una revisione seria, come è successo nel mio caso, crea problemi di coerenza. Io non sono la stessa di tre anni fa. I miei gusti sono cambiati, il mio stile anche. Possono essere differenze di piccola entità, all’apparenza, ma vi assicuro che alla prova dei fatti si trasformano in veri problemi da affrontare.

Ecco come succede che una piccola revisione si trasformi in una gigantesca revisione, e che io mi sia trovata a passare dal “ci metterò un paio di settimane” allo “spero di riuscire a pubblicarlo entro la data di scadenza del concorso” (Amazon Storyteller 2020 – termine ultimo 31 agosto). Ottima lezione di strategia per autori! Non mi era mai successo prima, e farò in modo di non lasciarlo succedere di nuovo in futuro.

Festa! "Tutti gli amori imperfetti" è il titolo del mio nuovo romanzo, che uscirà tra pochi giorni.

E così eccolo qui, Tutti gli amori imperfetti, al caldo nel suo file, in attesa del varo. Anzi, nei suoi file, al plurale, visto che lo pubblicherò in formato digitale e cartaceo.

Il titolo mi ha fatta ammattire fino all’ultimo. Di solito per me nasce con l’idea della storia e mi accompagna per tutta la sua gestazione, come un gradevole mantra. Mi è capitato di cambiarlo, alla fine, nel caso di Due vite possono bastare, che si è trasformato in Cercando Goran, ma qui c’era di mezzo anche il passaggio dall’editoria simil-tradizionale all’autopubblicazione (spiego l’accaduto nel mio articolo Bilancio di un romanzo). Negli altri casi il titolo è sempre stato un punto fermo, e giurerei che abbia svolto una funzione importante nel farmi appassionare alla storia. Prima di innamorarsi perdutamente di qualcuno, di solito si fa in modo di conoscere il suo nome, o no?

Ecco che spunta l’amore, presente anche nel titolo. Al plurale, però: sono amori, e sono imperfetti. C’è una storia d’amore dentro? Certo che c’è. All’apparenza sono incapace di concepire una storia che non ne contenga almeno una. Gli amori di cui si parla nel romanzo, però, sono tanti e di diversi tipi, come tanti sono i personaggi di cui racconto, nei loro diversi ruoli di figli, genitori, fratelli, amici, educatori.

Sono amori imperfetti, perché umani. In un certo senso Tutti gli amori imperfetti è la storia della ricerca dell’Amore con la maiuscola, declinata da ognuno dei personaggi nel modo che gli è spontaneo e necessario, fino a quando non gli si schiude la possibilità di fare un passo avanti. È un tema così presente, almeno ai miei occhi, che ogni ipotesi di titolo che non lo includesse ci si è scontrata, fino a quando non ho ceduto. Chi lo leggerà si farà una sua opinione, forse diversa dalla mia; perché si sa, una volta uscito nel mondo, il romanzo smette di essere dell’autore per diventare dei lettori.

Curiosi sul genere? Qui sono in forte difficoltà, e propensa a eliminare la difficoltà stessa con un colpo d’ascia, visto che ho confidenza con le lame (ne ho parlato nell’ultimo articolo Gli strumenti dello scrittore: la lama). Serve davvero un’etichetta? Certamente sì per un libraio, che deve sapere su quale scaffale appoggiare il libro (e magari lo facesse…). Sì anche per un editore, che ragiona in termini di collane, di pubblicazioni annue, di percentuali di lettori. Per un autore autopubblicato, forse non è così necessario fare indossare al proprio romanzo un abito che a volte gli sta davvero stretto. Quindi niente etichetta, da parte mia.

Qualche indizio per voi, però, è doveroso. I due personaggi che si alternano nel raccontare sono ragazzi, ma si muovono in un mondo reale, dove gli adulti non fanno soltanto da ornamento. Non lo definirei quindi uno YA. La storia d’amore tra i due protagonisti è una presenza costante, ma c’è molto altro nel romanzo, perciò non aspettatevi nemmeno un romance classico. Ci sono problemi che creano tensione e hanno esiti potenzialmente drammatici, ma il romanzo non è un giallo e non ci sono cadaveri. Non sono di grande aiuto, vero? Ma almeno vi dico cosa Tutti gli amori imperfetti non è.

Posso invece dirvi cosa penso/spero che sia: una bella storia, raccontata bene, che emozioni e magari faccia riflettere. Non è un obiettivo da poco, me ne rendo conto, ma non so pensare di scrivere per altri motivi… oltre al trascurabile fatto che scrivere mi piace, tanto.

Non mi sono ancora scrollata di dosso il cartello “lavori in corso”. Sto preparando le copertine, imparando a usare Photoshop invece di Gimp; devo scoprire cosa scrivere sulla quarta e nella descrizione di Amazon. Devo, o almeno dovrei, elaborare una strategia di promozione e iniziare a contattare qualche gentile blogger che sia disposto a recensire Tutti gli amori imperfetti oppure parlarne sul suo blog. Mi viene da sospirare, a questo punto, perché quello della promozione è un viaggio lungo e impegnativo… ma del resto nessuno mi obbliga, perciò bando alle lamentele!

Nuovo romanzo a parte, in questi giorni sto leggendo The Letters of J. R. R. Tolkien, curato da Humphrey Carpenter con l’assistenza di Christopher Tolkien. Ne leggo due o tre ogni sera, prima di andare a dormire, perché non sono propriamente una lettura da farsi d’un fiato. Molte sono indirizzate al suo editore inglese Allen & Unwin e parlano di ciò che stava scrivendo, quindi sto assistendo al passaggio dal periodo de Lo Hobbit, con le sue illustrazioni e la traduzione per l’editore americano, al periodo della nascita de Il Signore degli Anelli.

Anche se conoscevo per sommi capi le vicende di Tolkien, avendo letto una sua biografia, è bellissimo scoprire dalle sue dirette parole che era convinto di non avere altro da dire sugli Hobbit, dopo quanto raccontato ne Lo Hobbit, appunto. Mi dispiace, ma non credo che mi uscirà altro sull’argomento, dice all’editore; e qualche mese più tardi: ho buttato giù un paio di capitoli e mi sono fermato, forse definitivamente; e dopo altri mesi: sono arrivato al dodicesimo capitolo e la storia sta prendendo una direzione che non so dove la porterà, però ho l’impressione che non sia adatta come lettura della buonanotte per i bambini.

Pensando a Sauron e ai Cavalieri Neri, sono d’accordo con lui! Che meraviglia, però, sentire nelle sue parole le stesse incertezze che proviamo noi autori “normali”, lo stesso passare dal “non esce niente” al “ci sono dentro fino al collo”, persino gli stessi tentativi di vedere un po’ aumentate le entrate. Testimonianze come questa, per quanto involontaria, sono corroboranti.

Vi ho convinti a leggere il mio nuovo romanzo-senza-genere che sta per nascere?
Spero proprio di sì!

24 commenti

  • Marco

    Io ho letto le lettere di Tolkien, ma in italiano. Pure lui non sapeva bene come “catalogare” Il signore degli anelli. E anche questo è di conforto, giusto?
    Se vuoi “parlarne” sul mio blog… Sai dove sono

  • Giulia Mancini

    Che combinazione, anch’io ieri sono uscita con il post sul mio nuovo romanzo, per la revisione capisco benissimo la fatica, è utile non aspettare troppo tempo perché si finisce davvero per fare una revisione-riscrittura faticosissima…
    Complimenti per la tua uscita, il titolo è molto bello, a questo punto sono curiosa di vedere la copertina.

  • Lisa

    Alèèè che bella notizia! Brindiamo! Non vedo l’ora di leggerlo! Congratulazioni Grazia, datti una bella pacca sulla spalla. E il titolo… è stupendo! Se sei indecisa sulla copertina mi offro volontaria per darti il mio giudizio spietato.

    • Grazia

      Grazie, sei sempre un tesoro! Per darmi la pacca sulla spalla aspetto di scoprire se il romanzo piace anche ai lettori, oltre che a me… Se vedo che mi resta qualche dubbio sulla copertina, ti sfrutterò sicuramente.

  • Sandra

    Ah, che bello che ti unisci a questo nostro gruppetto, vabbe’ io sono uscita ormai 2 mesi fa con Maria Teresa, tu ora con Giulia, ma siamo lì, unite, le impavide penne che sfidano il covid e vanno avanti.

  • Barbara

    Quando ho letto il titolo dalla mail, ho pensato: “Che strano… sarà un romanzo che sta leggendo?” Ma mai e poi mai avrei pensato al titolo del tuo romanzo in revisione per il concorso Amazon, è un titolo da romance, sappilo. Potrai non inserirlo in categorie, non metterci tag o altri riferimenti, ma qualsiasi fanciulla troverà quel titolo penserà alla tinta rosa. Ergo, te la giochi sulla copertina, evita il rosa fucsia!
    Congratulazioni, dai che ci sei, il meno è fatto (direbbe Adriano)!

    • Grazia

      Ahaha, la copertina ne ha di rosa, eccome! Mi piacerebbe che i lettori di romance potessero apprezzare il romanzo anche se non ha le caratteristiche canoniche, ma forse chiedo molto. Chissà! Intanto grazie dell’incoraggiamento, che è sempre importante.

  • Tenar

    Che bello questo momento in cui un romanzo sta per uscire allo scoperto!
    Mi ritrovo anche molto sulle difficoltà di revisioni “tardive”. I miei scritti di solito nei cassetti (virtuali) ci fanno la muffa, ne escono se va bene mesi dopo, ma di solito anni dopo, quindi riprenderli in mano è sempre un trauma! Invece il titolo no, per me non è affatto un punto fermo, anzi, rimane qualcosa di indefinito fino all’ultimo.
    Buona fine lavori, allora. Attendo la copertina!

  • Marco Lazzara

    Congratulazioni per il nuovo libro, mi sembra di capire che manca poco!

    E’ capitato anche a me col romanzo che ho pubblicato l’anno scorso, scritto in un arco di tempo di 7 anni, durante i quali il mio stile e capacità sono maturati e cambiati. Il mio timore principale era che ci fossero disomogeneità evidenti. Nel corso delle ultime revisioni l’ho sfrondato di almeno 50 pagine portandolo a 200.

    Le lettere di Tolkien ce l’ho anch’io a casa e l’ho un po’ leggiucchiato, ma devo dire che non è una lettura particolarmente intrigante. Del resto non trovo nemmeno bello pubblicare le lettere private di una persona senza il suo consenso…

    • Grazia

      Anche questo è vero, bisognerebbe chiedere il suo permesso. Le lettere di Tolkien sono una lettura abbastanza pesante, ma al tempo stesso me lo fanno sentire più vicino. Ho un rapporto affettivo con lui e le sue opere. Tutti gli amori imperfetti è a metà della pubblicazione: ebook già in vendita, cartaceo ancora no. Aspetto a suonare le campane perché prima vorrei che tutto fosse a posto.

  • Luz

    Anche tu sei in uscita, che magnifico periodo prolifico di nuovi titoli questo!
    Devo ancora mettermi al passo, ma mi avrai fra i tuoi lettori. Intanto, congratulazioni e avanti tutta.

  • Rebecca Eriksson

    Arrivo un po’ in ritardo a commentare, ma se in futuro avrai bisogno di qualche dritta su Photoshop puoi contattarmi alla mail
    La creatività non permette la parola “Fine”, se seguissimo lei non si concluderebbe mai nulla ed anche tutti i dubbi sono questioni mentali più che problemi concreti. Ammiro il tuo buttarti nei progetti.
    Per rispondere alla tua domanda, sicuramente mi hai incuriosito.

    • Grazia

      Sei molto gentile a offrirmi aiuto per Photoshop, lo terrò presente per i casi gravi. In genere imparo un paio di cose per volta da mio figlio o dai tutorial in rete, che per fortuna sono tanti; poi se passa molto tempo tra una volta e l’altra finisce che mi scordo quello che ho imparato, ma lì sono altri problemi…

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *