Vita da scrittori (e non)

La tana dello scrittore

Vi racconto il luogo in cui pratico la mia attività preferita

Ci sono stati periodi in cui prediligevo in molti campi la varietà. Parlando di scrittura, mi piaceva scrivere in viaggio, al tavolino di un bar, in biblioteca. Altro che tana dello scrittore! Non che scrivere a casa, alla mia scrivania, fosse troppo banale; solo mi sembrava che cambiare ambiente aiutasse la mia creatività.

In un certo senso avevo ragione, ma nel tempo ho messo meglio a fuoco cosa faccio meglio dove, e la voglia di scrivere fuori casa si è di molto ridimensionata. A muovermi era soprattutto il desiderio di dare una piccola scossa ai neuroni, cosa che in effetti ottenevo. In viaggio, però, ho scoperto di essere così presa dagli stimoli che mi arrivano da essere del tutto incapace di concentrarmi sulla scrittura.

Proprio la concentrazione è il punto debole anche degli altri luoghi che ho nominato. La biblioteca non sembra così ricca di distrazioni, eppure anche la semplice diversità dall’ambiente casalingo costituisce uno stimolo. Non è facile riprodurre in luoghi diversi dalla casa la stessa atmosfera di tranquillità, basata sulla sicurezza di essere in un ambiente che conosco e controllo… più o meno.

Da quando ho capito come funziona il meccanismo, so che fuori casa posso lavorare bene, e forse meglio che a casa, quando si tratta di raccogliere le idee per una nuova storia oppure organizzarle in una scaletta. Se invece sono alle prese con la prima stesura o con la revisione, posso scordarmi di lasciare la mia amata scrivania.

La scrivania! È lei, appunto, la mia base operativa, il mio rifugio, la mia bolla incantata; il luogo dove tutto di me, mente, cuore e spirito, si mette in ascolto e si predispone al lavoro creativo. Mi sembra quindi doveroso dedicarle questo post. È anche un modo per mostrarvi un pezzetto di me, e magari farvi venire la voglia di fare altrettanto sui vostri blog.

La tana dello scrittore per me è la mia scrivania di casa.

Eccola qui, la mia postazione. Con una visuale più ampia, sulla sinistra potreste vedere lo spazio cucina con penisola, sulla destra la scala che porta al piano di sopra. Alle mie spalle, invece, potreste assistere alle costanti traversate dei miei familiari e di Maya, il mio cane, mentre sfreccia da un giardino all’altro (già, non sono comunicanti… con effetti deleteri sullo stato del pavimento!). 

Parlare di tranquillità in questo punto di massimo traffico della casa può sembrare ridicolo, ma vi assicuro che riesco a scegliere bene le fasce orarie per stare in pace. Inoltre riesco ad astrarmi del tutto dalla realtà mentre scrivo, come penso accada a molti di voi, perciò non c’è azione di disturbo che tenga: quando mi siedo per scrivere, lo faccio, a meno che incombenze improvvise mi balzino addosso a tradimento.

Se aves… volevo dire, quando avrò un castello, come la Rowling (sempre nutrire il pensiero positivo!), allora penserò a una stanzetta tutta mia, dedicata alla scrittura, alla lettura, alla meditazione, all’attività fisica… così però i miei familiari mi incontrerebbero giusto ogni tanto, per caso. Nessun problema, il rischio non è imminente…   

Non paga di avervi mostrato la mia scrivania, gradevolmente incassata nella casa, come un diamante nel suo gioiello, ve ne illustro gli elementi.

  • Schermo, tastiera, tappetino, mouse, casse: kit minimo dell’utente di PC.
  • Lampada cui sono appesi nastri, farfalle e vecchi braccialetti con perline colorate.
  • Sotto la lampada, PS4; quello che si vede sul piede della lampada è il relativo pad. Perché sì, come sapete gioco. Ho appena terminato Ghost of Tsushima, ambientato nel mondo dei samurai (una delizia, non solo per gli occhi).
  • Di fianco alla lampada, appoggiato nell’angolo, vedete un bastone da passeggio acquistato in Scozia, che ha per pomolo una testa di falco. L’aggiunta di penne e l’uso che ne faccio lo hanno trasformato in qualcosa di diverso.
  • Di fianco al tappetino del mouse, carta per fare liste e prendere appunti, con relativa penna. Recupero la carta dai fogli stampati su un solo lato e destinati – in teoria – a diventare spazzatura.
  • Nel piedistallo dello schermo c’è una chiavetta USB e una radice trovata qualche anno fa in Alto Adige, dalla forma – per me chiarissima, per gli altri non sempre – di crocifisso.
  • Auricolari, da usare quando gioco e, a volte, quando sono su YouTube.
  • Sasso rotondo scolpito; origine: Nepal.
Nella mia tana dello scrittore ci sono oggetti come questo.
  • Barattolo con penne, matite, pennarelli, forbici, evidenziatori e… fermagli per capelli.
  • Vassoio in legno, pieno di oggetti di varia natura: sassi, foglie, ghiande, sonagli, cortecce, penne, ciuffi di lana, noci e altre cosine colorate e luccicanti. Alcuni sono fissi, altri vengono sostituiti, previo reso alla Natura di quanto mi ero presa. In pratica è un incrocio tra un altare e il nido di una gazza.
  • In fondo al vassoio, in piedi, c’è il simbolo dei Sidhe, il Popolo delle Colline. (Per saperne di più, e non ritrovarvi a leggere soltanto di fate e gnomi, vi rimando a questo articolo in inglese.)
  • Accanto al simbolo dei Sidhe c’è un rametto secco con semi di pianta non identificata. È il mio piccolo albero.

Sopra la scrivania, invece, c’è questo.

Nella mia tana dello scrittore, quando alzo gli occhi dalla scrivania vedo questo.

Questa parte è l’aggiunta più recente al mio angolo. Il teorico scopo della mensola è impedirmi di invadere gli scalini con le mie cose, ma io lo faccio lo stesso. La foto non rende del tutto giustizia all’arazzo, che luccica meravigliosamente nei giorni di sole.

Per oggi è tutto. Vi lascio con la domanda di rito, e a seguire il discorso di apertura di David Grossman alla Fiera del Libro di Francoforte, che quest’anno si è tenuta in forma virtuale. Ho trovato le sue parole di grande ispirazione.

Voi dove scrivete?
Com’è il vostro angolo, o la vostra scrivania?    

38 commenti

  • Sandra

    Bello questo post si potrebbe replicare tra noi blogger.
    Scrivo in cameretta, su un tavolo della cucina dismesso, e, prima che piazzassimo questo, su un tavolo basso, cosa che in effetti era un grandissima cavolata.
    Biblioteca sì, l’ho fatto e mi piaceva tantissimo, anche perché ce l’ho sotto casa, ma senza portare il pc, anche perché ormai il portatile è un catorcio, ma con il cartaceo per la revisione su carta che quando la si fa, è sempre una buona idea. Sono spesso sola e quindi problemi di distrazioni non ce ne sono anche in casa, ma la casa è comunque tentatrice di altro: mettere su una lavatrice, il telefono fisso magari chiama qualcuno, cose così.

    • Grazia

      La casa è la fonte di tutte le distrazioni, peggio del canto delle sirene… anche perché, lavori a parte, con internet possiamo accedere a qualunque cosa. Più o meno.

  • Giulia Mancini

    È un angolino fantastico il tuo, una bella scrivania spaziosa! Quando ho visto il bastone sulla destra ho pensato fosse un “deterrente” per i disturbatori
    Scherzi a parte, mi piace molto il tuo angolo scrittorio. Io, invece, non ho una scrivania, quando voglio/posso scrivere metto il mio notebook sul tavolo della sala/tinello e scrivo lì con accessori l’iPad e il cellulare e qualche foglietto dove ho preso appunti. Vivo in un bilocare e purtroppo vorrei tanto avere una camerina in più da adibire a studio con scrivania e libreria, ma per ora resta nei sogni…

    • Grazia

      Infatti quando mio figlio ha dismesso la sua scrivania, io ero già pronta ad accoglierla a braccia aperte. A parte lo scherzo sul castello, so di essere fortunata ad avere spazio, per quanto comune. (Il bastone a volte lo userei davvero in quel modo!)

  • Elena

    Ma tu l’adori questo angolino! Concordo con @Sandra, dovremmo replicare, anche se io qualche tmpo fa vi feci sbirciare l’angolino nella nicchia in cui scrivo, circondata dalla tranquillità e anche io faccia al muro, il che è sempre molto utile per la concentrazione. Sui luoghi per scrivere la penso come te: adorerei scrivere in giro, lo trovo molto romantico, ma per me è impossibile. Invece le idee mi vengono quasi tutte al mattino appena sveglia o camminando.
    Ma è lì sulla scrivania che produco. E forse il mio periodo di crisi è anche dovuto al fatto che da tempo non mi ci seggo più sulla mia bellissima sedia ergonomica acquistata all’Ikea e in tinta con la pittura dei muri. Dovrei provare a tornarci, magari sforzandomi un po’. Non voglio fare tenerezza a nessuno, ma il blue inside è davvero cupo per quanto riguarda questa sfera amata della mia esistenza.
    Ti ringrazio per aver condiviso le parole di David Grossman: sono state per me necessarie. Una buona serata

  • MikiMoz

    Sto preparando una serie di video quindi sicuramente poi vedrai anche la mia postazione.
    La tua molto bella, governa la casa.
    Luminosa, piacevole, pacifica. Sa di mattina.
    Io ho la mia cameretta, con la scrivania… lì c’è tutto.
    P.s. la pietra del Nepal sembra un Oreo! XD

    Moz-

      • Ariano Geta

        Da un po’ di tempo la mia postazione di fiducia è… la cucina. S’intende quando non è in uso per la sua funzione più specifica
        Può sembrare un luogo inopportuno per dare sfogo alla creatività, ma per varie ragioni è operativa solo di giorno, mentre la sera viene snobbata… Quindi diventa il mio rifugio perfetto mentre la moglie guarda la TV in sala e la figlia smanetta il tablet in camera sua. E poi se mi viene voglia di fare un break con un biscotto o una tazza di tè sono già nel posto giusto

        • Grazia

          Secondo me questo sarebbe il criterio principe: un posto dove gli altri ti lasciano campo libero. Nel mio caso, pur avendo una casa abbastanza grande, per trovare un posto del genere dovrei rifugiarmi nella stanza da letto, che contiene a malapena il letto e l’armadio. Perciò uso la mia scrivania in mezzo alla piazza e ne faccio una reggia.

    • Grazia

      Mi piacerebbe vederla! Puoi sempre metterla in posa per la foto, nel suo ordine momentaneo per l’occasione. Così però non saresti di conforto alle tante persone che sguazzano nel disordine…

  • Maria Teresa Steri

    Che angolo delizioso (e ordinatissimo), complimenti! Lo hai organizzato con tante cose che stimolano la creatività ed è anche bello da vedere. Ho due cose in comune con te: anche io gioco (ma solo a Civilization) e raccolgo cose della natura quando vado in giro. Ma il mio posto dove scrivo è decisamente caotico (… pieno di cartacce e appunti) e poco bello da mostrare

  • Max

    Sarò romantico ma nella mia ingenuità pensavo più ad un divano e un tablet sulle ginocchia , bicchiere di vino accanto …magari pure il fuoco di un camino e via giù a scrivere.
    Un PC perché una penna e la carta di un agenda penso che siano preistoria per voi scrittori …forse risulta più pratica ad annotare spunti da riportare poi su un blog che mezzo per un vero e proprio lavoro di scrittura su di un libro.
    Comunque bello il tuo angolo di lavoro , sembra molto accogliente.
    Ciao Grazia

    • Grazia

      Divano, vino, fuoco… niente male! Con il tablet non mi troverei bene, perché sono mouse-dipendente; invece prendere appunti su carta, magari con penne colorate, mi piace molto. Sono annotazioni, però, come dici. Per scrivere davvero, programmi come Word sono impagabili, perché permettono di effettuare correzioni conservando la pagina pulita e chiara per ogni valutazione.

  • Daniele Imperi

    L’angolo in cui scrivere riflette la nostra personalità e va arredato in base a quella, così da poter scrivere con più tranquillità d’animo.
    Non riuscirei mai a scrivere sapendo che qualcuno può passarmi alle spalle.
    Il sasso a me pareva un biscotto Ringo e ho pensato che lo tenevi a portata di mano per sgranocchiare qualcosa durante la sessione di scrittura.

    • Grazia

      In effetti potrebbe essere anche un Ringo… un po’ duretto. Nei momenti negativi, tentare di sgranocchiarlo porrebbe fine a tutti i problemi di scrittura. XD

  • Marina Guarneri

    Wow, che angolino, Grazia! Ad avercelo un posto così organizzato e, sopratutto, fisso. Anni fa scrivevo dalla postazione studio di casa mia: avevo i bimbi piccoli e potevo permettermi di considerare quella stanza tutta per me (non solo avevo scrivania ordinata, fogli, penne, pc…, ma lì avevo stabilito anche il mio laboratorio artigianale, con armadi pieni di materiale, cassetti, scaffali…). Poi i ragazzi, crescendo, hanno avuto bisogno di stanze separate in cui studiare e lì il primo sfratto. Adesso, a Roma, è anche peggio: vado spostando il portatile di stanza in stanza, a seconda delle esigenze del momento. Per me l’importante è che ci sia assoluto silenzio attorno a me, poi, potrei scrivere pure chiusa in bagno (ho fatto anche quello, ebbene sì! ☺️)

    • Grazia

      Il bagno ancora non l’ho provato. Mi piace vedere come siamo diversi per situazioni, ma anche per preferenze. Daniele non scriverebbe mai con qualcuno che passa alle sue spalle; io sfrutto il fatto di essere voltata verso il muro (che comunque non ho scelto) per sentirmi più isolata; Ariano si rifugia in cucina quando gli altri la lasciano libera… mi piace pensare che la scrittura sopravviva ovunque, tenace come un’erbaccia, delicata ma forte.

  • Barbara

    La mia non è una tana, ma una caverna… però è concettuale, non fisica. In realtà scrivo sulla mia scrivania, su un angolo della scrivania altrui, come ora, perché nella mia ci sono altri 2 computer accesi. Oppure nel tavolo della sala, vicino alla portafinestra che ha una luce bellissima di giorno, oppure la sera sul divano, con un occhio alla televisione (potrebbe esserci una folgorazione pure guardando la pubblicità… visto che bella quella di Amazon su “Lo spettacolo deve continuare”?), oppure sulle sedie in giardino, col quadernetto. Però quando mi ritiro e spendo i social (telefono in silenzio e computer solo con notepad) annuncio a tutti “I return to my writing cavern” e ci metto l’emoji dei pipistrelli…
    Ps. Prima o poi me lo prendo quel poster che dice “Always be yourself. Unless you can be Batman. Then always be Batman”

    • Grazia

      Bella l’emoji con i pipistrelli! (Se sei Batman, in effetti, è meglio restare Batman. In questo periodo mi farebbe comodo… credo che mi stiano crescendo accessori aggiuntivi, tipo una testa e un paio di gambe, per esempio).

  • Cristina

    Che bella idea hai avuto con questo post! Sulla tua scrivania ci stanno tantissime cose e poi è piena di oggetti interessanti e con un loro vissuto. Sono stata subito attirata dal sasso rotondo e poi che meraviglia i colori dell’arazzo, trasmettono molta energia. La mia scrivania è la stessa che uso per lavorare, ora, quindi ci sono pochissimi oggetti a differenza tua, tra cui una fotografia di mia cognata che ci ha lasciato tre anni fa e che mi tiene compagnia. Quando scrivo invece è stipata di fogli e soprattutto di saggi e biografie spalancate!
    Non penso che potrei scrivere fuori dalla casa perché mi distraggo abbastanza facilmente negli ambienti ricchi di stimoli. Pensa però che trovo romantica e bohémienne l’idea di scrivere in un caffè, come facevano alcuni scrittori del passato.
    Guarderò poi in tranquillità il discorso di David Grossman.

    • Grazia

      Immagino l’affollamento di libri sulla tua scrivania! Lo scrittore di romanzi storici ha un lavoro di documentazione che mi mette soggezione al solo pensarci.

  • Nick Parisi

    Magari lo replicherò a breve, sul mio blog, anche se non ho un luogo preferito dove scrivere, in questo preciso momento ti sto rispondendo dal tavolo della cucina ma alle volte scrivo anche dall’angolino con annessa libreria e piccolo scrittoio che mi sono ricavato in camera .
    Ciao.

    • Grazia

      Ciao Nick, scrivere in camera piacerebbe anche a me, da un lato, ma mi piace anche non sentirmi separata dalla famiglia. Sono così abituata a non avere una stanza mia che non mi distraggo nemmeno più.

  • Marco Lazzara

    E però manca un particolare della postazione… la sedia!
    Di che che tipo è? Classica o moderna?
    Fatta di legno o plastica? O un misto dei due?
    Sedile rigido o morbido? Metti anche un cuscino?
    E’ ergonomica?
    E’ regolabile in altezza? E’ inclinabile?
    Ce le ha le rotelle?

    E… poi il poggiapiedi?

    • Grazia

      Giusto! Sedia base Ikea nera, regolabile e inclinabile, con schienale basso e cuscino aggiunto a fiori (e ‘tte pareva…). Rotelle sì, poggiapiedi no. Sarebbe un peccato lasciare la tua ironia senza risposta.

      • Marco Lazzara

        Spero fosse chiaro che c’era dell’ironia, ma non presa in giro… Di ergonomia mi occupo per lavoro, quindi della postazione di lavoro del videoterminalista (compresa la sedia!).

          • Marco Lazzara

            Ok, allora avevo visto giusto che potevi aver frainteso il mio commento. Temo di essermi preso un po’ troppa confidenza, e te ne chiedo scusa.
            Comunque quanto scritto sopra sono cose da tenere in conto per chi lavora al computer per molte ore al giorno. Ergonomica non è solo la sedia, ma anche la distanza dal monitor, la sua altezza rispetto agli occhi, la posizione e uso di tastiera e mouse.
            Tutto per evitare i fastidiosi dolori muscolo-scheletrici, sia di tipo dorso-lombare che quelli al sistema mano-braccio.
            Dalla foto della tua postazione di lavoro, direi che mi sembra abbastanza ok.

          • Grazia

            Nessun problema di confidenza, ma senza nemmeno un emoticon non capivo… sul momento mi sembrava un tono scherzoso, ma poi mi è venuto il dubbio. In effetti ci sta che qualcuno trovi il mio post perfettamente inutile. XD

  • Marco Lazzara

    Forse un po’ colpa mia, che non amo molto gli emoticon, e li uso poco. Il tono di quanto si scrive dovrebbe arrivare attraverso lo scritto stesso, però non sempre è così, e sono possibili diverse intepretazioni.
    Del resto avessi messo un avresti potuto pensare lo stesso che ti stessi prendendo in giro… quindi temo non esista il modo giusto. Se non quello di sforzarsi di chiarire, sempre.

    Io poi non lo trovo un post inutile, semmai un po’ diverso dagli altri. Dà una dimensione più incarnata della persona dietro al monitor. Ti assicuro che l’ho letto con molta simpatia, visualizzando nella mia mente ogni descrizione che hai fatto, come quando leggo un libro (in particolare mi sono immaginato la tua Maya – che nella mia mente è un labrador di colore chiaro, non so se ci ho preso – correre da un giardino all’altro, infangandoti tutto il pavimento…) e soffermandomi su ogni particolare.

    • Grazia

      Hai ragione, il dubbio sarebbe rimasto anche con l’emoticon. Di sorrisini è pieno il mondo tossico della rete. Io per i chiarimenti ci sono sempre; soffro molto le incomprensioni, che a volte non si riesce a evitare. Su Maya hai indovinato a metà: è un incrocio labrador-pastore tedesco, tutta nera… e infangatrice! Sono contenta che il mio post non ti sia sembrato futile; il mio intento era proprio quello di farmi conoscere dal punto di vista umano, e conoscere meglio chi vuole partecipare.

      • Grazia

        Un’ultima nota sull’argomento: ogni incomprensione è anche una possibilità per conoscersi meglio (se stessi e l’altro). Secondo me ci si sente più vicini di prima, quando lo screzio, reale o potenziale, è superato. Se invece non viene superato… bè, è comunque un segnale e va bene così.

  • Rebecca Eriksson

    Io possiedo una stanza adibita a studio e la mia postazione pc è anche quella di lavoro. Quindi hard disk esterni di backup, impianto sette casse, due monitor, stampante, scanner, tavoletta grafica… più vicina ad una plancia di comando che ad una scrivania di scrittura.
    Infatti mi risulta difficile trovare la creatività in questo luogo, per me sono indispensabili stimoli esterni. Bozze e appunti arrivano per lo più quando sono fuori casa, spesso in viaggio o in luoghi comunque rilassanti.
    Il silenzio e concentrazione per affinare le idee e scrivere gli appunti con cura, invece, arrivano dall’isolamento nello studio.

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