Autopubblicazione,  Letture,  Vita da scrittori (e non)

Chiacchiere di Natale

Ieri avevo in mente di scrivere un certo post, ma mentre buttavo giù le prime righe mi sono accorta di essere nel mood “operaio alla catena di montaggio”. Forse altre volte avrei insistito, un po’ per non sparire dalla scena troppo a lungo – si dice che sia importante – e un po’ perché il blog per me è anche un modo per offrire e ricevere compagnia, quanto mai gradita in questo periodo strano.

Stavolta però mi sono sentita abbastanza rilassata da non incaponirmi. Rilassata? Diciamo pure stesa. Avete presenti quei periodi in cui tutto, ma proprio tutto, si complica e si guasta e richiede interventi, riflessioni, acquisti, scelte, riparazioni e discussioni? Ebbene, queste ultime settimane sono state così. A dire il vero è da parecchio tempo che le definisco settimane, quindi penso che si tratti di un paio di mesi almeno.

Dopo avere preso fin troppo di petto le situazioni che si snocciolavano l’una dopo l’altra, sono riuscita a fare fronte al loro nucleo più critico e ho deciso di prendere il resto con calma. Ammetto che mi aggiro ancora per la casa guardando con sospetto ogni aggeggio elettrico o pericolosamente vecchio, e quando suona il cellulare sono tentata di buttarlo dalla finestra, ma va bene, non ho veramente di che lamentarmi. Come diceva una persona così saggia che ho finito con il dimenticarne il nome, quando fila tutto dritto bisogna aspettarsi l’arrivo delle complicazioni, come nei momenti pesanti si può stare certi che sono in arrivo tempi migliori.

Chiacchiere di Natale con cioccolata calda.
Foto di Terri Cnudde da Pixabay

La storia di Amela

Nel vortice delle cose da fare, sono riuscita ad andare avanti pochissimo con la storia di Amela (ne parlavo nell’articolo Scrivere la biografia), che si trova nella complicata fase tre: dopo essermi fatta raccontare la sua vita e avere trascritto le nostre conversazioni, sto ancora cercando di assemblare le informazioni in mio possesso in una linea temporale plausibile.

Fino a quando non avrò finito questo lavoro a incastro, che è comunque a buon punto, non potrò iniziare il primo dei numerosi tour di revisione, perciò ho tutte le intenzioni di rimboccarmi le maniche e tuffarmi in questo lavoro, guasti e intoppi permettendo.

Anche per questo ho deciso non solo di rimandare a gennaio il post che avevo in mente, ma anche di fare prendere al blog, e soprattutto a me stessa, un sano periodo di pausa natalizia. Dopo avere corso qua e là come una gallina impazzita – in cerca di regali, per di più, nel mezzo del casino! – mi farà bene prendere tutto con calma e dedicare il tempo alla scrittura… e a tutto il resto.

Le mie letture

È da un po’ che non inserisco nei miei post il bollettino del lettore, ma non per questo le mie letture si sono fermate. Ridotte, sì; interessanti, sempre. Per motivi che scoprirete prossimamente, ho seguito la curiosità e ho letto Un maledetto lieto fine di Bianca Marconero, romanzo rosa nella fascia di età Young Adults/New Adults, quindi lo stesso di Veronica c’è e di Tutti gli amori imperfetti (che in realtà sono molto apprezzati anche dagli adulti).

Era un’incursione al di fuori dei miei gusti abituali, e già questo mi faceva pensare bene. Infatti questo romanzo mi ha confermato le capacità dell’autrice, che conoscevo dalla saga fantasy di Albion, e mi ha anche ribadito qualcosa che già sapevo: posso apprezzare il romance, quando è ben scritto. Quello che soffro, magari, è la centralità totalizzante dell’argomento “rosa”, che però nel genere è non solo prevista, ma quasi obbligatoria. Bianca Marconero è comunque promossa a pieni voti.

Ora sto per mettere le mani su Midnight Sun di Stephenie Meyer, che a dieci anni di distanza dalla saga di Twilight racconta la storia dal punto di vista di Edward, il vampiro amato da Bella. Nel frattempo ho iniziato la rilettura dei libri di argomento spirituale che possiedo, partendo da How to Read the Akashic Records di Linda Howe.

“Spirituale” è una brutta parola?

Devo fare uno sforzo per non mettere il termine “spirituale” tra virgolette, senza sue reali colpe. È solo che troppo spesso la parola finisce con l’evocare, anche al di là delle intenzioni di chi la usa, aure magico-fantasy o bislacchi contesti new age, contrapposti alla becera, ma sensata, vita materiale. In realtà queste impressioni nascono in gran parte dalla mancanza di conoscenze e di esperienza diretta, come ho potuto verificare personalmente negli ultimi lustri.

La nostra cultura, distorcendo il significato originario della scienza come indagine del conoscibile e ponendola su un piedistallo, ha nel tempo estromesso molto di ciò che è sempre stato patrimonio del’umanità, relegandolo al mondo della fantasia e delle tradizioni obsolete.

Tutti siamo materiali e spirituali insieme; sono le nostre due dimensioni, indissolubilmente intrecciate e non in contrapposizione. Che si voglia curare una e trascurare l’altra, oppure portarle avanti entrambe, è una scelta del tutto personale. Sta di fatto che le letture sull’argomento, che siano testi sacri o saggi, sono interessanti e spesso sorprendenti, perché fanno uscire conoscenze eterne dall’aura di insensatezza in cui il materialismo le ha rinchiuse per rimetterle alla nostra portata, dove devono stare.

Perché gli aspetti immateriali della realtà non galleggiano in atmosfere rarefatte, ma sono carne e sangue del quotidiano, conoscibili e praticabili da chiunque li avvicini con interesse e apertura mentale – caratteristica, quest’ultima, necessaria a qualunque passo avanti, in qualunque campo.

Spero di non turbarvi-disturbarvi con le mie opinioni. So che di solito questi argomenti restano relegati in ambito strettamente personale, spesso inaccessibile anche agli stretti familiari. Intendiamoci, è comprensibile: da un lato viene spontaneo proteggere ciò che è importante, dall’altro nessuno ama essere considerato fuori di testa perché dice cose “strane”.

A questo, mi sembra, si potrebbe porre rimedio pensando che tutto è strano quando non lo si conosce, e che d’altra parte niente, in questo ambito, è fragile e richiede di essere protetto dagli sguardi scettici.

Altri passatempi

Torno al mio racconto, dopo questo excursus che non avevo preventivato. La sera, quando non leggo e sono comunque troppo “cotta” per combinare qualcosa di buono, mi rilasso giocando alla Play Station. In questo momento sono Eivor, vichingo di Assassin’s Creed Valhalla, ma non escludo di dare una nuova chance a Red Dead Redemption 2, se riuscirò a superare la mia preferenza per l’arma bianca. Certo dall’Inghilterra del 1100 al West americano è un bel salto…

Mi sento fortunata ad apprezzare i videogiochi (non tutti, ovviamente). Negli ultimi anni questa forma di entertainment si è arricchita nei contenuti e negli aspetti grafici e musicali, al punto da diventare, nei casi migliori, un’esperienza di tutto rispetto.

(I prossimi due paragrafi sono dedicati alle mie valutazioni sulle inserzioni pubblicitarie per la promozione dei libri. Se non siete interessati, saltate il riquadro a sfondo grigio.)

Ho sospeso le inserzioni su Amazon, lasciando soltanto quelle su Facebook per Cercando Goran, Veronica c’è e Tutti gli amori imperfetti (1 euro al giorno per ognuna). Senza un budget di minimo 5 euro al giorno si combina poco su Amazon, ma per vincere le aste bisogna anche tenere abbastanza alte le offerte (bids), tipo € 0,25 per clic. In questo modo il budget si esaurisce in un baleno, con scarsi risultati, peraltro considerati normali, visto che l’ACOS dei libri autopubblicati con Amazon KDP viene considerato “buono” a 60-65%. Come dire che, anche se va bene, ci perdi comunque, a meno che i libri pubblicizzati non abbiano un prezzo molto alto, più di quanto sia opportuno per un autore poco conosciuto – una condizione che può permanere a vita, immagino.

La mia idea che gli acquisti siano più probabili su Amazon, perché le persone si trovano lì proprio per comprare, mentre sugli altri social stanno facendo altre cose, per quanto logica non trova riscontro nei fatti, cioè, nei miei fatti. Quindi modifico le mie scelte in base alle osservazioni che faccio sul campo. Non intendo comunque rinunciare, soprattutto sotto Natale, alle inserzioni a pagamento, che mi sembrano creare un minimo di movimento nelle vendite.

Nuova pagina per Veronica!

Prendo l’occasione per aggiornarvi sulla pagina Amazon di Veronica c’è, visto che avevo chiesto il vostro aiuto QUI. Dopo il ritocco professionale alla cover da parte di Rebecca Eriksson (blog Amici nei Sogni) e le modifiche alla descrizione, questo è il risultato. Lo trovo sicuramente migliore del precedente, perciò vi ringrazio tutti.

Con le chiacchiere di Natale, anche una nuova pagina Amazon per Veronica c'è.

Ultima notizia: Martina Belli, che avete conosciuto in questa intervista, ha dedicato ampio spazio a Tutti gli amori imperfetti in un suo video su YouTube (parla del mio romanzo al minuto 09:08). Grazie, Martina! Essere apprezzati con tanto calore è sempre emozionante.

Penso di avervi detto tutto (forse troppo?). Tornerò attiva sul blog a gennaio, con l’esaurirsi delle festività, salvo incursioni impreviste. Nel frattempo preparerò un articolo legato al nuovo Frankenmeme di Nick Parisi, del blog Nocturnia, che ringrazio per avermi nominata tra le new entry. Voglio fare visita a tutti i blog citati nel suo post, anche per pura curiosità. Trattiamo argomenti così diversi che per me sarà come partire per la giungla del Borneo!

A risentirci per gli auguri e sui vostri blog!

P.S. Chissà come può essere considerato questo post in base all’interessante dibattito nato dall’articolo Lunghezza dei post & commenti inutili, sul blog Moz O’Clock. Forse… eterno e sovraccarico?

Ghirlanda di Natale

39 commenti

  • Giulia Mancini

    Capisco che ogni tanto una pausa sia necessaria, soprattutto dopo un periodo frenetico, che poi dicembre è un mese quasi sempre molto impegnativo comprendendo il Natale e la fine dell’anno. Ho visto la nuova pagina di Veronica, carina, spero ti porti nuovi lettori. Con Amazon ho impostato una campagna ma non so come sta andando, però sto pensando di impostare un’offerta natalizia per l’ultimo episodio di Sorace, in fondo da quando è uscito è sempre stato a 2,99
    Allora buona pausa prenatalizia!

    • Grazia

      L’anno finisce sempre in maniera intensa, è vero. L’offerta natalizia può essere una buona idea. Per me non ha funzionato bene in passato, ma come abbiamo visto ogni caso e ogni momento è un discorso a sé. Questo rende difficile trarre delle conclusioni, quindi ne faremo a meno.

    • Max

      Fai buone vacanze Grazia.
      Ricaricati e torna più in forma di prima.
      Ma toglimi una curiosità sapresti definirmi cosa intendi con young adult e new adult in poche parole.
      Cosa deve avere o non avere un romanzo per essere considerato appartenente in quella fascia?
      Son curioso.
      Ciao
      Max

      • Grazia

        In pratica il criterio è l’età dei personaggi principali: se sono adolescenti, quindi nella fascia di età del liceo, per intenderci, si parla di Young Adult; se invece hanno superato da poco quell’età (20-25 anni) si parla di New Adult. Non sono generi e non definiscono il tipo di pubblico, ma solo il tipo di protagonisti. Grazie degli auguri, la ricarica è in corso.

        • Rosalia pucci

          Ciao Grazia, entro spesso nella tua casa virtuale, nonostante il mio lungo silenzio. Ti invio un grande abbraccio, almeno online si può fare. Corro ad accapparrarmi i tuoi due libri su Amazon, dopo un intenso periodo di thriller, spero di evadere e di sognare un po’. Cari auguri🎄

          • Grazia

            Che piacere sentirti, Rosalia! Grazie per l’attenzione al blog e ai miei romanzi. Spero che ti trasmettano energie buone (ce n’è sempre bisogno). Tanti auguri anche a te.

    • Ariano Geta

      Beh, certamente hai messo molta carne sul fuoco. Personalmente mantengo uno spiraglio aperto sul mondo immateriale perché ritengo che sia effettivamente una necessità per l’essere umano.
      Periodi in cui tutto sembra più complicato capitano ogni tanto, ti auguro di venirne a capo quanto prima.
      Ti anticipo gli auguri di buone feste

  • Elena

    Ma che bel post rilassante, Grazia! Dopo tutta la tensione che ci hai raccontato, prendersi un po’ di tempo per una chiacchierata in libertà è un’ottima scelta, Credo anch’io che, come ogni anno, il blog farà una pausa, anche perché ho bisogno di dedicarmi ad altro e più in particolare a scrivere il terzo romanzo, che avevo cominciato quest’estate e che poi avevo accantonato, perché quando lavoro per me è difficile dedicare tempo di qualità alla scrittura. Diverso invece è per il blog, che ha riscoperto una nuova stagione. Sono piena di idee e di progetti che voglio studiare bene e lanciare nel 2021. Uno di questi ti coinvolgerà, ma ti scriverò più avanti per parlartene. Quanto alle letture, per fortuna dopo un periodo nero anzi nerissimo di cui ho parlato sul blog (a proposito, ti ringrazio ancora per la vicinanza, spesso succede che nei momenti bui si riconoscano le amiche, vale anche per il blog) sno tornata a leggere. Anche io non recensisco sul blog tutto ciò che leggo, qualche volta lo faccio più tardi qualche volta non lo faccio proprio. Non significa che ciò che ho letto non mi sia piaciuto ma che non trovi la chiave giusta per agganciarlo a un tema su cui costruire un articolo. Libri molto vecchi, autentici cimeli, libri appena acquistati e appena usciti, e libri di saggistica e spiritualità Un genere sempre presente nel mio quotidiano e per cui non sento mai la stanchezza di leggere. Ora sono alle prese con Anodea judith “Il libro dei chakra”. Ci sentiamo ancora per gli auguri?

  • MikiMoz

    Ahaha no, non sovraccarico, ma tuo.
    Ma sai che non immaginavo giocassi alla Play!
    Comunque, se hai bisogno di una pausa, di staccare un po’… di farlo specie per i tuoi progetti, è giustissimo: io in estate sono sparito, me la sono goduta dopo chiusure lucchetti
    Spirituale mi fa pensare alla religione, ma è vero che abbiamo dimenticato il nostro spirito, purtroppo.

    Moz-

    • Grazia

      Soprattutto giochi di ruolo, alla Play e sempre meno al PC, considerato quanto costa mantenerlo al livello giusto per i giochi di nuova generazione. Spirituale fa pensare alla religione, è vero. Credo che questo sia parte del problema, anche se la religione ha sempre veicolato valori importanti, oltre a commettere svariate nefandezze. In pratica si era creata la situazione per cui la cura del proprio spirito veniva demandata ad altri e a “regole” umane, come tali opinabili (vedi conflitti tra religioni). Forse è vero, come molti dicono, che è arrivato il momento per le persone di cercare in prima persona un’armonia con il proprio spirito, senza intermediari. GRAZIE di essere passato! XD

      • MikiMoz

        Forse sì, c’è bisogno di riconnettersi da sé, con il proprio spirito.
        Senza gregge. Impossibile che tutti la si pensi uguale.
        La Play… hai già preso la 5??^^

        Moz-

        • Grazia

          Senza gregge, soltanto con i compagni di viaggio. Per la Play 5, come minimo aspetterò qualche offerta. 399 euro o 499 euro è davvero una cifra. Magari sto sulla spalla di mio figlio come un avvoltoio e aspetto che mi passi il suo PC… del resto mi piace di più giocare al PC che alla console.

  • Maria Teresa Steri

    Una pausa di tanto in tanto serve per ricaricare le batterie, poi dopo un anno così duro è più che mai importante. Ti auguro di prenderti del tempo per i tuoi interessi e i tuoi svaghi. Capisco in pieno le tue remore sulla “spiritualità” (ecco, io pure non ho resistito al metterla tra virgolette), parlarne è sempre complicato.
    Tra parentesi io pure gioco al PC e li considero momenti di assoluto relax, perché si riesce davvero a non pensare a nulla! E in questo periodo ne ho davvero bisogno.

  • Ivano Landi

    Complimenti per questo post di “chiacchiere”, Grazia, che ho molto apprezzato (compreso il paragrafo grigio). Come forse immaginerai, condivido però soprattutto la parte relativa alla spiritualità. Un discorso che sto portando avanti nel mio blog in modo sempre più diretto, anche se gli è sempre appartenuto.
    Mettere la scienza sul piedistallo e delegargli il compito della ricerca della “verità” (cosa che non gli compete) è stata, dal mio punto di vista, la peggior catastrofe che potesse capitare all’umanità. Mi sto occupando proprio di questo nella mia serie di post, tuttora in corso, ispirati dal libro “Lo Zen e l’arte della manutenzione della motocicletta”, che ho preso come spunto per esporre la mia visione della cosa. Buona pausa e buona vita. Ad maiora!

    • Grazia

      Semper! Non stavo leggendo la tua serie di post perché non conosco il libro, ma forse non è strettamente necessario per apprezzarli. Tornerò a curiosare.

  • Barbara

    “Ora sto per mettere le mani su Midnight Sun di Stephanie Meyer…”
    Ci sono dentro, con tutte e due le scarpe. Sto vivendo, respirando e ardendo al pari di Edward. Complice poi la pioggia incesante di questi giorni, sono immersa tra le montagne di Forks. Croce e delizia. Qui in casa mi guardano e scuotono la testa, mi parlano e non li ascolto nemmeno di striscio. Sono costretta a farmi del male fisico per chiudere il libro.
    E dentro la testa suona incessante il pianoforte della colonna sonora.
    Dovevo leggerlo un mese fa, quando è arrivato, mi sono trattenuta perché dovevo scrivere e sapevo che mi sarei incatenata alle pagine quando l’avessi cominciato. Ho già ordinato il pallet di fazzoletti per quando arriverà alla fine. Che la conosco già, lo so a memoria. Ma non ci posso fare niente. Mi bastano tre note di A Thousand Years di Christina Perri per iniziare a viaggiare là dentro. L’antidoto che finora funziona è Outlander. Libro scaccia libro…

  • Barbara

    Aggiungo: bellissima la copertina ri-lavorata di Veronica C’è da parte di Rebecca Eriksson (e il suo è un blog che merita più letture, tra l’altro, visti gli argomenti interessanti).
    Giusto anche prendersi una pausa se si sente la necessità, io ho rallentato i post sui social, perché stavo scrivendo all’interno di una challenge (tre racconti portati a casa, non male). Adesso riprenderò, anche se è in arrivo il compleblog e un racconto di Natale ancora in bozza…

    • Grazia

      Bionic-woman 2, la vendetta! La numero uno forse è Cristina. Mi piace condividere con te l’amore per Outlander e Twilight… pare che nella fascia adulta non sia molto diffuso, almeno per Twilight. Mi sembra che anche Serena Bianca De Matteis apprezzasse questo tipo di letture, ma non ne sono sicura. La conosci, giusto?

      • Barbara

        Invece Twilight è diffuso nella fascia adulta, la mia quanto meno. Fino ai trentenni attuali, sentendo le varie amiche della palestra. Mentre per esempio non è più tanto conosciuto tra gli adolescenti/ventenni, sentendo invece le insegnanti/professoresse. Del resto, quando leggerai i Ringraziamenti di Stephenie (sono partita da quelli e già stavo col fazzoletto…) lei si rivolge proprio alla mia fascia, gli young adult della prima uscita che adesso sono adult fatti e finiti.

        Certo che conosco Serena, siamo state anche al Bookcity insieme, pranzo compreso. Non mi ricordo se aveva letto Twilight, ma se sì, qualcosa mi dice che lei è del team Lupi. Mentre io sono del team Vampiri.

  • Lisa Agosti

    Ciao Grazia,
    fai bene a prenderti i tuoi tempi, chissà che marasma ci sarà l’anno prossimo appena si potrà tornare a uscire.
    Io ti mando i miei auguri da lontano perché ovviamente non riuscirò a tornare per Natale.
    Mi sono persa qualche tuo post ma durante le vacanze spero di recuperare.
    Sono curiosa di sapere se Midnight Sun è bello, aspetto la tua recensione!
    Un abbraccio!

  • Sandra

    Quindi già si parte con le pause? Cioè ci si ferma. Ma fai benone, assecondare i nostri ritmi e tempi almeno nel blog è una delle poche cose che possiamo ancora fare.
    Quindi buon relax, soprattutto se sei stata vittima di scocciature succhia energia.
    La sera quando non leggo e non scrivo mediamente cazzeggio su Instagram, oddio se penso che fino a 7 mesi fa manco c’ero e quanto ci ho penato le prime settimane, in realtà ancora oggi alcuni aspetti sono misteriosi, pensavo di sciogliere un nodo giusto oggi col nipote ma no, non ha saputo spiegarmi come fare una certa cosa, che a lui fa il telefono in automatico.
    A presto per gli auguri, mamma mia, 2 settimane ed è già vigilia.

    • Grazia

      Sì, stavolta pausa. Mi sono accorta che da un po’ sono sparite certe belle sedute di scrittura; mi piacerebbe recuperarle. Quanto a Instagram, mi piace ma non ci passo molto tempo e sono ancora alle prime armi. Farei bene a dedicarmici un minimo di tempo, giusto per dissipare l’ignoranza.

  • Mariella

    Ciao, mi è piaciuto molto il tono rilassato e amichevole che hai usato raccontandoci di te, delle tue utltime settimane e dei progetti per l’immediato futuro. Una pausa è sempre “cosa buona e giusta” specialmente se si arriva da un periodo abbastanza complicato.
    Credo che anche io ne avrò bisogno nell’immediato, ho un po’ di tossine cattive da smaltire.
    Arrivo dal blog di Nick Parisi alla scoperta dei blog che ha premiato nel suo meme. Mi ha fatto piacere conoscerti, alla prossima!

  • Cristina

    Non c’è nulla da fare, il periodo è complicato e paludoso nello stesso tempo. Se mi parli di complicazioni e questioni che girano tutte storte, ne ho avuto un saggio proprio di recente con un certo esame. Comunque mi hai fatto molto ridere con la raffigurazione della “gallina impazzita” alla ricerca di regali.
    Per il resto noi ci riaggiorniamo a brevissimo, e parleremo anche delle questioni spirituali (senza virgolette) e di altre più materialistiche come le promozioni amazon. Buona pausa al blog, intanto!

  • Marco Lazzara

    La versione riveduta della copertina di Veronica C’è mi sembra molto migliore, ora che non ha più quell’effetto barba e sembra invece nascosta dalle fronde.
    Ne approfitto allora per farti già in anticipo gli auguri di Natale.

  • Marina

    Periodi complicati per molti, dove organizzarsi è sempre più difficile e richiede concentrazione e, soprattutto, no stress. Quest’anno, ho solo scelto i regali per i miei figli e non andare in giro per negozi a cercare pensieri per cognati, nipoti… suocera 😁non è stato per niente una grande rinuncia, anzi. Sto finendo un paio di letture interessanti (udite udite, con il gruppo solito sto leggendo un libro di fantasmi, cioè, io… che leggo una storia di fantasmi…; l’altro è un bellissimo romanzo di Brianna Carafa, “Vita involontaria”, più nelle mie corde, anche se il primo non mi sta deludendo).
    Allora, spero che questo periodo di pausa natalizia ti sia utile per la scrittura e sì, direi che i consigli ti hanno aiutata a migliorare il romanzo di Veronica: ora mi sembra fili tutto al meglio.

  • Rebecca Eriksson

    Grazie mille per avermi citata :-*
    L’idea di base della copertina di Veronica c’è era buona, aveva solo bisogno di un piccolo ritocco professionale. Ho fatto veramente poco.
    Io sono una pessima videogiocatrice, ma mi piace tantissimo guardare gli altri giocare. Con Assassin’s Creed IV, Black Flag mi sono riscoperta avida nel voler conoscere lo sviluppo della storia, tanto da aver scoperto l’esistenza dei libri. Non li ho letti proprio tutti quelli pubblicati sulla serie, ma un buon 80% sì. E sono rimasta sorpresa: non sono capolavori letterari, ma sicuramente ben scritti e per essere legati ad un videogioco sono racconti anche corposi. In molti vogliono che i videogiochi entrino di diritto nel mondo dell’arte, e con produzioni come quelle di oggi è anche comprensibile.

    • Grazia

      Io sono una giocatrice mediocre, se non scarsa, ma mi diverto parecchio. Sapevo dei libri collegati ad Assassin’s Creed, ma non ne ho mai letti. Sto leggendo invece con piacere la saga di Andrzej Sapkowski, da cui sono stati tratti i vari the Witcher (una vera meraviglia tra i giochi di ruolo, secondo me). Certo, i videogiochi sono già entrati nel mondo dell’arte, con una cura delle immagini e del sonoro che va ben oltre le necessità di gioco.

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