Scrittura,  Vita da scrittori (e non)

Buoni propositi per il 2022

Proseguo a modo mio la tradizione creata da Chris Brogan

e vi propongo l’ottavo capitolo del “nostro” Tao tê ching

La consuetudine di definire qualche buon proposito da realizzare nell’anno nuovo non mi appartiene del tutto. Quando gli altri lo fanno sono spesso tentata di partecipare al rituale collettivo, ma mi prendo così poco sul serio che a fine anno (o dopo un mese, più probabile) ne conservo sì e no il ricordo.

Quest’anno, però, nasce diverso. Il passaggio dal 2021 al 2022 è stato sancito da un bel raffreddore in famiglia, seguito, per quanto mi riguarda, da un potente ritorno di energia, arrivato dopo un periodo faticoso di alti e bassi. Uso il termine “potente” per la repentinità del cambiamento e per la sua intensità, che mi ha fatto valutare con interesse l’influenza di astri e pianeti sulla nostra vita, un argomento cui non mi sono avvicinata… ancora. Se da un giorno all’altro ti senti un’altra persona, qualche domanda te la poni, se non altro sulla tua salute mentale! E se qualche motivo per il cambiamento, a guardare bene, riesco a trovarlo anche al di fuori degli astri, l’effetto è ugualmente un po’ spiazzante.

L’energia non è sempre facile da incanalare. A volte ho l’impressione che il suo sfogo naturale sia rompere oggetti o ridurre in cocci altre cose molto più delicate… ma sono felice di essere uscita dalla stagnazione, anche se la cavalcata per ora è tempestosa. In ogni caso sento la necessità di indirizzare in modo fruttuoso le risorse a disposizione, nella speranza che non decidano di lasciarmi in panne all’improvviso.   

Per questo motivo, piena di buona volontà, mi sono impegnata a stendere una lista di propositi per il nuovo anno. In essa figuravano alcuni classici immortali, come l’attività fisica 6 giorni su 7 e i 5 minuti di meditazione quotidiana, insieme a obiettivi relativi all’apprendimento nell’ambito dei miei interessi. Studiare, imparare, sono sempre parole magiche per me. All’appello non mancava la scrittura: ho fissato un termine comodo per ultimare la stesura del nuovo romanzo, e uno ancora più comodo per pubblicare la storia di Amela (anche se qui non sono sola nel prendere decisioni).

Alla fine ho riletto la lista e mi si sono abbassate le orecchie, per usare una mimica canina. I propositi erano ottimi in sé, ma avevo mirato troppo alto. Gli obiettivi devono servire da ispirazione, non diventare catene! Senza pensarci due volte ho fatto sparire la mia bella lista, che riposi in pace, e ho abbandonato anche l’idea delle 3 parole – tradizione iniziata da Chris Brogan e proseguita, tra gli altri, da Daniele Imperi del blog Penna Blu – per domandarmi invece: cosa mi serve davvero per vivere un nuovo anno migliore di quello appena finito?

Una direzione.

Non la voglio dettagliata; mi basta vedere la luce del faro in lontananza, anche se questo forse mi impedirà di quantificare i risultati, alla fine. Quindi, mentre perseguo senza rigidezza i miei obiettivi originari, che non sono affatto male, il tema del mio 2022 è/sarà

EQUILIBRIO TRA SPIRITO E MATERIA

I miei buoni propositi per il 2022 si sono ridotti a un'unica direzione: l'equilibrio spirito-materia.
Photo by Colton Sturgeon on Unsplash

Queste parole dal suono misticheggiante hanno in realtà ripercussioni molto pratiche. Negli ultimi anni, ma che dico, lustri, ho inconsapevolmente bistrattato la realtà materiale, e ora ho tutte le intenzioni di restituirle la sua importanza. Come potete immaginare non sono diventata santa, o un’illuminata, tanto da dovermi legare alla terra per non levitare, ma in qualche modo, in qualche momento si deve essere infiltrata in me la sensazione che la dimensione materiale della realtà – quella che molti considerano l’unica esistente, peraltro – sia per buona parte una fastidiosa zavorra.

Come me ne sono accorta? Per caso, parlando con un’amica qualche settimana fa, mi sono sentita dire: “è un impaccio la materia, così pesante, imperfetta…”. La sua silenziosa perplessità ha forse risvegliato la mia attenzione. Conclusa la chiacchierata, mi sono domandata perché avessi pronunciato quelle precise parole. Davvero mi infastidisce tanto la materia? Ero già pronta a etichettare la mia affermazione come una sciocchezza, quando mi sono accorta che la risposta era un chiaro “sì!”.

Non va bene, proprio no. La realtà materiale è sì pesante, lenta e imperfetta, piena di problemi e intoppi, di banalità, di scelte difficili… ma la stessa realtà è anche ricca di possibilità, misteriosa e imprevedibile, e soprattutto è la dimensione in cui vivo. Togliere valore alla realtà materiale cosa significa, se non cercare la morte per passare oltre, al prossimo giro di giostra, come lo definiva Tiziano Terzani?

Mi rendo conto che non è difficile, seguendo un proprio percorso spirituale, astrarsi dal quotidiano, pur restandoci dentro. Il cambiamento non è evidente, perché riguarda non ciò che si fa, ma l’atteggiamento mentale con cui lo si vive. Posso svolgere le incombenze quotidiane con una sensazione di normalità, oppure farlo con fastidio, pensando che mi stanno portando via tempo prezioso che potrei dedicare a ciò che più conta. Il che può anche essere vero, ma si vive bene immersi nell’avversione? Perché sono parecchie le cose che mi suscitano avversione – decisamente troppe per il benessere, mio e delle persone che mi sono vicine.

Non è questo il significato dei messaggi che ci arrivano da tante filosofie del passato e del presente. Come esseri umani, il nostro obiettivo non è quello di astrarci dalla realtà materiale per raggiungere altre dimensioni in una sorta di fuga, quanto invece di vivere la realtà fino in fondo, con la consapevolezza che oltre il materiale c’è altro. Nella gestione delle mie energie, quindi, voglio ricercare questo punto di equilibrio.

Su un libro letto di recente ho trovato ben espresso un concetto di energie che nella sua forma riecheggia la piramide dei bisogni di Maslow. Alla base della piramide l’autrice pone le energie fisiche, su cui poggiano le energie emotive, che a loro volta sostengono le energie mentali, su cui si ergono, per così dire, le energie spirituali. Ogni strato richiede attenzione, tempo e cure in quantità adeguata alla propria consistenza. Salendo nella piramide diminuisce questa quantità, ma aumenta la “potenza” delle energie sviluppate. Questo non significa che non sia possibile avere energie mentali senza adeguate energie fisiche – quanti esempi illustri di questo! – ma in generale ogni carenza nei primi strati rende meno stabile la situazione energetica dell’individuo, con le conseguenze del caso.

Per il 2022, quindi, i riflettori sono puntati innanzitutto sulla mia “base”. Mantenere il peso e recuperare l’abitudine al movimento che il covid ha spazzato via, per esempio. In questi giorni mi sto trovando bene con il Pilates di Silvia (non reggo la lentezza del Qi Gong, per ora), ma tornerò anche a camminare, appena le temperature saranno diventate più piacevoli. L’altro fronte è importante è quello della creatività, intesa come scrittura, ma non solo. Scrivere mantiene chiusi nella sfera mentale e non coinvolge i cinque sensi. Credo che mi piacerà controbilanciare in qualche modo, usando i colori e sporcandomi le mani, trattando il legno, cucinando, curando le piante. Anche di questo ho bisogno: divertirmi e basta, senza scopi e senza patemi.

Fine del pistolotto! (Si dice ancora?) Prima di salutarvi, una notizia da lettrice: conoscete l’autrice Ilaria Tuti? Se la risposta è no, forse vi perdete qualcosa. Sebbene Ilaria sia friulana, quindi figlia della mia terra adottiva, a farmela conoscere è stata Cristina. Il libro che mi aveva consigliato è Fiore di roccia ma, non avendolo trovato in biblioteca al primo tentativo, ho optato per Fiori sopra l’inferno. Mi sono così trovata tra le mani un poliziesco (genere che di solito non amo) scritto davvero bene, da una mano convincente al punto da farmi tornare a cercare Fiore di roccia, che si è poi confermato un libro validissimo, interessante anche perché mette sotto i riflettori le vicende delle Portatrici di Carnia, “contadine umili ma forti nel desiderio di pace e pronte a sacrificarsi per aiutare i militari al fronte durante la Prima guerra mondiale” (cit. da Amazon). Ottima autrice, davvero!

Vi saluto, come sempre, con un nuovo capitolo del Tao tê ching.

8

Il sommo bene è come l’acqua,
che nutre spontaneamente ogni creatura.
Scorre nei luoghi più bassi che tutti detestano. Perciò è simile al Tao.

Vivete in sintonia con la natura delle cose.
Nell’abitare state vicino alla terra.
Nel meditare scendete nelle profondità del cuore.
Nel trattare con gli altri siate buoni e gentili.
Mantenete la parola data.
Governate con equità.
Fate la scelta giusta al momento giusto.

Colui che vive in sintonia con la natura
si astiene dai conflitti.
Agisce in armonia con il momento presente
e persegue il vero in tutto quello che fa.

18 commenti

  • Ariano Geta

    Bentornata!
    La realtà materiale non è certamente da sfuggire, ma negli ultimi giorni me ne sono capitate talmente tante che il desiderio ce l’ho avuto, lo ammetto. E non ho più neppure lo spirito per affrontarla in modo costruttivo, l’ho praticamente perso.
    Speriamo che “evolva” meglio, perché per ora il 2022 è iniziato male…

    • Grazia

      Non sarà affatto facile, già lo so. C’è un tale divario tra le due realtà… Eppure credo sia necessario non “sradicarsi”. Mi sono accorta di avere sempre praticato il distacco, senza nemmeno sceglierlo: oblio per il passato, zero interesse per i legami di sangue e per i luoghi in cui ho vissuto, fastidio per mille aspetti della nostra civiltà. Così però finisco con il sentirmi un’ospite straniera ovunque. Deve esserci un altro modo – forse più d’uno – di vivere il materiale. Buon 2022 a te, intanto. Se è iniziato così male, non sarà difficile migliorare.

  • Elena

    Bentornata Grazia! Che bellezza leggere queste parole così piene di energia e c he curiosità circa il cambiamento a cavallo dell’anno! mi raconterai?
    Bello questo inizio all’insegna di te stessa, della tua salute e delle tue abitudini sane, sto cercano anche io lo stesso equilibrio… Tu lo lascie io lo prendo… Ho scoperto il qi qong, una gioia, letteralmente, ogni mattina mi riempie di energia e di serenità. Speriamo che duri…
    Sempre bello il tuo richiamo al Tao Te Ching. Una perla di rara saggezza. Buona giornata!

    • Grazia

      Certo che ti racconterò, cara Elena. Che bellezza, hai incontrato il qi gong! E’ una grande pratica, davvero. Ho optato per il Pilates perché in questo momento ho una certa carica da sfogare… senza ammazzare nessuno, se possibile. XD

    • Clementina

      La realtà materiale è importante e non va trascurata. Certo questi non sono anni facili e talvolta si avverte una pesantezza eccessiva, con tutte le conseguenze che vediamo… Penso che ciascuno di noi abbia bisogno di rilassarsi. Quanto meno di contenere l’aggressività. Non sempre è facile, ma è sicuramente necessario.
      Per quanto riguarda, invece, Ilaria Tuti ti dico che ho letto entrambi i romanzi che citi. Apprezzo molto questa autrice, il suo stile, i temi che tratta, insomma mi piace molto.
      Ciao Grazia e alla prossima!

  • Marco

    Io al momento mi limito a vivere giorno per giorno affrontando le situazioni un po’ alla volta come vengono. Il momento è quello che è, e sto vedendo in tanti che stanno perdendo il contatto con la realtà (quella materia di cui parlavi, ma non a vantaggio dello spirito, più che altro del fondamentalismo) o si vede emergere la follia che si tenevano secretata dentro.
    A tutti loro consiglierei di prendersi un momento e fare un grosso respiro a occhi chiusi, e rilassarsi un attimino, cazzo. Ne avranno solo da guadagnare. E anche noi, eh.

    • Grazia

      Questo periodo difficile mette alla prova tutti e non fa emergere il meglio delle persone, semmai il contrario. In un certo senso dovremmo mettere in stand-by la nostra tendenza a valutare e rimuginare, perché quello che ne viene fuori è troppo inquinato per valere qualcosa. Speriamo di tornare presto a qualche tipo di normalità, anche se i nostri mostri personali non se ne vanno così facilmente.

  • Brunlide

    Ormai non faccio più buoni propositi, tanto so che non li manterrò. Cerco di essere in sintonia con me stessa, di vivere con pienezza un attimo alla volta. Vorrei praticare sia l’attenzione che il distacco, ma non è facile astenersi dai conflitti, quando tutto intorno la realtà ti spinge a doverti difendere per non farti trascinare via. Ho letto Ilaria Tuti, Fiore di roccia è lo spaccato di un mondo lontano nel tempo, un secolo e più, fatto di guerra, di tragedie e di miseria, Storia e storie, di donne, soprattutto, molto potenti. Ho letto anche Fiori sopra l’inferno, un giallo. E’ bravissima a creare e a dare spessore ai personaggi, facendoli diventare talmente vivi che quasi escono dalle pagine. Ma ha uno stile molto descrittivo, a tratti aulico, che non è esattamente nelle mie corde.

    • Grazia

      Anche per me il tocco aulico va un po’ oltre i miei gusti. Ho comunque apprezzato molto l’autrice, soprattutto nel giallo, perché il periodo delle guerre mondiali, per di più in Italia, è qualcosa da cui mi tengo ben lontana. In un certo senso la Tuti mi ha stupita proprio perché è riuscita a essere godibile in generi che non amo.

  • Giulia Mancini

    Ben tornata Grazia, parto dal fondo conosco Ilaria Tuti di cui ho letto i primi tre libri della serie di Teresa Battaglia, partendo dal primo Fiori sopra l’inferno. Riguardo ai buoni propositi mi trovi d’accordo, a volte scriverli non serve a molto perché dopo l’inizio pieno di energia me ne dimentico, preferisco avere un faro che mi dia una direzione di massima, l’equilibrio tra spirito e materia mi sembra un ottimo obiettivo, nel mio caso la materia è fin troppo invadente tanto da fagocitare lo spirito, ma anch’io ci provo costantemente. Per il resto vivo giorno per giorno con una progettualità limitata al mese, visto il momento che viviamo.

    • Grazia

      È vero, in questo periodo è davvero difficile guardare avanti. La materia è diventata meno incombente per me da quando ho smesso di lavorare, cosa di cui sono molto grata, ma l’equilibrio si è compromesso con l’arrivo del covid e la riduzione delle attività che ne è conseguita. Non è facile nemmeno fare quello che è possibile fare, avendo in mente che le occasioni sociali aumentano i contagi, sebbene io sia vaccinata. Credo che ci sentiremo liberi solo quando ne saremo fuori.

  • Luz

    Ci sono stati periodi della mia vita, direi prima della pandemia, in cui ho avvertito l’equilibrio che descrivi, il vivere la quotidianità in modo quasi immersivo, con serenità. Oggi posso dire di non sentirmi bene come allora. Da una parte la situazione grave di mia madre, dall’altra la pandemia che ha fatto inceppare tutte le mie attività (che vanno avanti ma a rilento e senza quel guizzo di meraviglia e incanto) mi hanno portato su una strada diversa. Mi sento come in un disincanto, sono vagamente demoralizzata. E spero che sia un passaggio e nulla di più.

    • Grazia

      Dall’inizio del covid, nessuno di noi sta più vivendo una vita normale. E’ importante ricordarlo per non sentirci depressi in modo patologico e per non aggiungere ai problemi oggettivi anche la sensazione che qualcosa sia andato perduto per sempre. Tornerà la leggerezza, torneranno le energie. La vita ci sta lentamente portando fuori da questo tempo difficile. Se siamo tutti un po’ depressi è perché l’impatto della pandemia è pesante anche nella migliore delle situazioni. Mi dispiace molto per tua madre; spero che possano esserci miglioramenti anche per lei, in qualche modo.

  • Barbara

    Beh, io mi alleno tanto proprio per togliermi un po’ di materia dai fianchi! E’ proprio un impaccio, quella materia lì! XD
    Capisco quello che intendi però. C’è un costante rumore di fondo, di impicci quotidiani che sono materia inutile, non solo come oggetti. Certe volte vorrei scamparci anch’io, raggiungere una bella vetta solitaria da qualche parte e restarmene seduta a guardare il tramonto. Però è dalla materia che in fondo mi ritorna l’energia spesa. E’ dalle persone che mi ritorna l’affetto e l’ispirazione profusi.
    Non ho ancora letto Ilaria Tuti, ma ho visto che raccoglie molti consensi.
    In quanto al Tao: “Mantenete la parola data.” Ecco, basterebbe solo questo per vivere in armonia. Invece sto lavorando il triplo per raccogliere i cocci di chi non ha mantenuto la parola data. Sul “Fate la scelta giusta al momento giusto.” vorrei rispondergli: e grazie! Me lo dici tu qual è il momento giusto?!

  • Cristina

    Sono contenta che il libro di Ilaria Tuti ti sia piaciuto! Avevo sentito parlare anche del primo, un giallo, ma non l’avevo letto.
    Per quanto riguarda i buoni propositi per l’anno nuovo, mi hanno sempre lasciato un po’ perplessa. Intanto la suddivisione temporale è un nostro schema mentale che ci serve per avere la sensazione di un attracco (la fine dell’anno), in realtà tutto scorre come un grande fiume ora tranquillo, ora in tempesta. Avere una direzione è già un proposito diverso, e se ci pensi è grande di suo.
    Anch’io ho la mania delle liste, più che altro in rapporto agli esami universitari, ma col tempo mi sono molto ridimensionata. Invece mi piace riconsiderare l’anno trascorso e quello che mi ha regalato…

    • Grazia

      Quella di riflettere sui doni dell’anno passato è una buona idea, su cui io non mi soffermo abbastanza. Coltivare la gratitudine rende più obiettivi anche nella valutazione. Tendiamo a essere sempre proiettati in avanti, a quanto vogliamo ancora acquisire, e quando ci voltiamo indietro magari è soltanto per recriminazioni o sensi di colpa.

Commenta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.