Dalle esitazioni a… IL SEGNO DELLA RONDINE
Eccomi qui! Il mio saluto a tutti voi. Spero che stiate bene. Cosa ne dite del blogger che pubblica solo per promuoversi? Se arricciate il naso come faccio io, vi racconto i retroscena.
Situazione: VOGLIO SCRIVERE UN ARTICOLO PER IL BLOG
Due voci: IO e il mio IO-CRITICO
IO: Ho in mente un buon argomento, sai? Sono convinta che sia interessante anche per i lettori.
IO-CRITICO: Bene. Quindi?
IO: Il fatto è che non scrivo sul blog da tanto…
IO-CRITICO: Cosa c’entra? Il blog mica va a male come la ricotta. E poi, credi che siano stati tutti ad aspettare te a braccia conserte? Dai.
IO: Eh, lo so bene che il mondo gira anche senza di me. Però dopo una pausa di silenzio così lunga… è imbarazzante.
IO-CRITICO: Imbarazzante, perché? Negli ultimi vent’anni hai scritto uno sproposito di articoli, racconti, romanzi, diari. Da quando scrivere è diventato “imbarazzante”?
IO: Be’, sai, sul blog si scrive con regolarità, o non si fa compagnia a nessuno. Magari non è necessario pubblicare nuovi contenuti settimanalmente, ma una volta ogni due anni non ha molto senso. E poi, sono convinta di poter/voler tornare a scrivere sul blog con una certa regolarità, io? Mica tanto.
IO-CRITICO: E allora smetti di pagare per il dominio e quell’altra cosa là, che non ricordi mai cosa sia.
IO: Questo poi no. Ci sono ancora persone che leggono i miei articoli. I contenuti non sono così deperibili da avere perso di valore.
IO-CRITICO: Bene, allora scrivi sul blog quando ti pare, e ti leggerà chi vuole. Non mi pare così complicato.
IO: Forse non lo è, però c’è un altro fatto: prima o poi uscirà il nuovo romanzo.
IO-CRITICO: Ragione in più! Vorrai farlo sapere quando esce, o no? Scrivi, su. Possibile che devi sempre inciamparti nei tuoi piedi?
IO: Non hai capito: metti che il “prima o poi” sia tra qualche mese, e io scriva oggi un articolo, e poi nient’altro fino all’uscita del romanzo, che figura ci faccio?
IO-CRITICO: Allora fai in modo che siano due o tre gli articoli pubblicati prima di quella data.
IO: E se non riesco a scriverli?
IO-CRITICO: Sono solo parole! In che modo puoi non riuscire a dirle, a scriverle?
IO: In effetti vorrei proprio parlare di questo: di parole.
IO-CRITICO: Vedi che è facile? Hai già l’argomento pronto. Vai, con il vento in poppa. Hai già perso troppo tempo per i miei gusti.
IO: È vero! Più ci penso e ci ripenso, più mi sembra impossibile fare un passo avanti. Finirà che scriverò l’articolo proprio all’uscita del romanzo, e sai bene come ho sempre detestato i blogger che si svegliano dal torpore soltanto per farsi un po’ di pubblicità!
IO-CRITICO: Il blog lo usi come vuoi, e così fanno i lettori. Se qualcuno ti troverà detestabile, sbufferà e non ti leggerà più. È così terribile l’idea?
IO: Abbastanza.
IO-CRITICO: Ma va’, ti spaventi della tua ombra. Non mi sembra poi che con il blog tu abbia avuto chissà quali risultati, a dirla tutta.
IO: Be’, non ho realizzato grosse vendite dei miei libri, d’accordo, però…
IO-CRITICO: Non hai realizzato grosse vendite e non hai nemmeno avuto molti iscritti e visualizzazioni. Quando sei passata da Blogger a WordPress ti sei persa tre quarti degli iscritti e non li hai mai recuperati. Bel successo, complimenti. Capisco che tu non voglia metterlo a rischio.
IO: Non prendermi in giro, i contatti con le persone sono importanti! Non solo quelli con gli amici stretti, anche quelli con i semplici conoscenti. Con chi ti legge. Con chi ti cammina accanto, potrei dire.
IO-CRITICO: Molto poetico. Intanto stai qui a farti ronzare il cervello a vuoto, e l’articolo non esce.
IO: Non esce.
IO-CRITICO: Non esce no! Se proprio ti preoccupa scrivere sul blog soltanto all’uscita del romanzo, ti dico che mi sembra un’evenienza molto probabile. Poi voglio vedere come te la caverai con il tuo “imbarazzo”, cara la mia scrittrice-blogger.
IO: Forse non mi riconosco più in queste categorie.
IO-CRITICO: Chissenefrega delle categorie, sei comunque un essere umano! Mi sembra che possa bastare. Usa la logica e scrivi, visto che ti diverte, fino a prova contraria. Oppure piantala di arrovellarti su queste scemenze e vai a fare qualcosa di utile. Cambiare gli asciugamani, tipo.
IO: Cambiare gli asciugamani?
IO-CRITICO: Certo, va fatto anche quello! Quello, e centomila altre cosucce di scarso spessore ma di grande utilità pratica. Inutile che ti scandalizzi, è così. Che rottura di scatole… saremo ancora qui a parlarne per un pezzo.
Il mio io-critico esce di scena borbottando. Io resto sul palco.
Questa scena si è ripetuta più volte nel tempo, creandomi frustrazione e sconforto, entrambi accantonati abbastanza in fretta da permettermi di passare ad altro senza affrontare il problema. Anzi, il “blocco”. Se esiste quello dello scrittore, non può esistere anche il blocco del blogger?
Ma eccomi qui, alla fine. Stavolta l’articolo lo scrivo.
Parto. Due belle paginette in cui inizio parlando del significato dello scrivere, con l’intenzione di addentrarmi in studi interessanti sul potere delle parole. Per sicurezza, però, a metà dell’opera vado a rileggermi l’ultimo articolo che ho pubblicato sul valore della scrittura.
Sono ancora dove ero due anni fa.
Progetto contenuti diversi, ma mi muovo nello stesso identico contesto. Di base, sono ferma.
Mi meraviglio che il mio io-critico non abbia niente da commentare. Forse anche lui è rimasto spiazzato.
Mettiamola così: la vita a volte non è gentile. In certi periodi è più sgarbata che in altri.
Questi anni sono stati, e tuttora sono, duri e pesanti su molti fronti. In assenza di fiducia, a volte fatico a trovare tracce positive che nutrano la speranza. Ma sono anche consapevole che esistono situazioni ben peggiori e che le cose possono migliorare, anzi, certamente miglioreranno, perciò avanti.
Però mi secca un po’ che, alla fine, le previsioni del mio io-critico si siano avverate: il nuovo romanzo è uscito da pochi giorni, ed eccomi qui a darvene notizia.

Eccolo qui, IL SEGNO DELLA RONDINE. Come gli altri miei lavori, l’ho pubblicato con Amazon KDP ed è in vendita su Amazon.it, in formato sia cartaceo che digitale.
Che romanzo è?
La mia editor, Emanuela Navone, lo ha definito senza esitare un thriller psicologico. Che sollievo, sentirlo classificare così, semplicemente! Di mio, finirei con il pesare ogni elemento della storia con il bilancino da farmacista, per poi uscirmene con un mugugno indistinto.
Dicevo: la mia editor. Questa volta ho deciso di offrire al nuovo romanzo un trattamento mai provato, ovvero un editing professionale. Non so bene se l’ho fatto per curiosità, o con l’idea di fare una degna uscita di scena dal mondo della scrittura. Ammetto, per quanto suoni sbruffonaggine, di non averlo fatto perché sentivo di averne bisogno. Con questo non voglio dire che le mie storie non siamo migliorabili, tutt’altro; però sono convinta di avere sempre immesso sul mercato racconti e romanzi apprezzabili, anche lavorando da sola.
Il romanzo ha avuto una gestazione tormentata. Era già pronto in prima stesura quando ho iniziato a mettere in discussione il fatto stesso di scrivere. Per molto tempo è stato in bilico tra l’essere riposto nel famigerato cassetto per mai più uscirne e la possibilità di essere il mio ultimo romanzo. Ma la storia di Bianca e Adrian mi piaceva. I personaggi mi erano simpatici, alcuni anche cari. Mi sarebbe dispiaciuto non offrire loro una voce.
Così, scelta fatta: si pubblica. Quanto tempo ha richiesto l’intero processo? Forse due anni e mezzo tra stesura, revisioni, beta reading, editing e le fasi tecniche della pubblicazione. Un tempo ben più lungo degli altri romanzi.
Ho apprezzato la collaborazione con Emanuela Navone. Il romanzo è uscito dall’editing più leggero ed efficace, e anche più corretto, perché certi errori di italiano si annidano dove meno te li aspetti. Ho scoperto di avere la tendenza a certe ripetizioni e a strutture un po’ involute, cosa utile se vorrò scrivere ancora. Non voglio cadere nell’errore di cui parla Emanuela nel suo ultimo articolo, e temere che l’editing rovini il mio stile. Ciononostante, rileggendo il testo a editing terminato, mi sono trovata ad annullare alcune correzioni già accettate. Erano minuzie su cui il mio orecchio si impuntava, che non credo abbiano in alcun modo inficiato il buon lavoro di Emanuela.
Bianca e Adrian, dicevamo. Daniele. Non se la passano bene, per motivi diversi. Questa è la descrizione che trovate su Amazon.
Quando la paura è una costante nelle tue giornate, non puoi essere te stessa, non puoi avere una vita.
Nell’affrontare la persecuzione di Daniele, Bianca si trova sempre più sola, fino a quando il caso le offre una possibilità, folle ma reale: prendere in affitto un “locale” da Adrian, un perfetto sconosciuto, e sparire dalla circolazione per qualche mese. La afferra al volo, senza un progetto, senza nemmeno chiedere dettagli, solo per sfuggire allo stalker che la aspetta fuori dall’ufficio.
Il “locale”, però, si rivela un maso isolato tra le montagne, difficile da raggiungere e privo di connessione internet, dove Adrian è costretto suo malgrado ad avviare un allevamento di alpaca. Bianca decide di tornare a casa, ma le circostanze congiurano per trattenerla al maso, dove lei e Adrian iniziano a conoscersi e a mettere a nudo le proprie vite, fino a condividere sensi di colpa che credevano di dover portare da soli.
Ma Daniele non ha rinunciato a Bianca.
È solo questione di tempo perché la raggiunga. Non sa ancora cosa è disposto a fare per riportarla a casa, ma quando lo capirà, Bianca sarà in pericolo.
Il romanzo partecipa ad Amazon Storyteller 2026, quindi ogni acquisto/recensione entro il 31 agosto contribuirà al suo piazzamento, nel bene e nel male. Amazon non è molto chiaro sui criteri di valutazione, ma si sa, l’importante è partecipare…
Vi informo anche, con colpevole ritardo sui tempi, che fino al 9 agosto potete scaricare la versione digitale de IL SEGNO DELLA RONDINE gratuitamente su Amazon. Spero che vorrete approfittarne.
Tutto sommato credo che terrò in caldo l’argomento programmato per il prossimo articolo. Tra due anni, magari! Oppure prima, se ho rotto il ghiaccio e riaperto la porta che sembrava chiusa, tanto per esagerare con le metafore.
Alla prossima, e grazie della lettura!

Nata a Bologna nel 1963, vive ai piedi delle montagne friulane. Scrive storie di persone comuni, spesso alle prese con ciò che nella vita resta irrisolto o lascia un segno. Nel tempo libero ama camminare. Ha pubblicato Il segno della rondine, La strada che non scegli, Cercando Goran, Veronica c’è, Tutti gli amori imperfetti, La pace di Jacum e il manuale di scrittura creativa Nel cuore della storia.
Il valore della scrittura
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16 commenti
Marco Freccero
Ottima notizia! Fa piacere tornare a leggerti sia su carta che su blog.
Grazia
Grazie, Marco! Chissà, magari è un cambio di marea.
Elena
Innanzitutto Grazia bentornata. Per due anni (mese più mese meno) ho controllato sui tuo sito se fosse uscito un nuovo articolo. Invano. L’ultima volta è stata a luglio, poi anche io ho un po’ chiuso per ferie e che mi combini? Non solo pubblichi il dialogo con il tuo io ipercritico (e chi non ce l’ha) ma addirittura un romanzo! Dato che sono arrivata in ritardo, niente promozione gratuita ma poco male, l’ho appena acquistato! Speriamo in un buon successo. Conosco e apprezzo la tua scrittura. Circa il ruolo dei blog nella promozione di un libro, non mi sono mai fatta illusioni. In rete chi scrive soffre di una imperdonabile invidia che porta la maggior parte delle persone a sparire proprio quando è il momento di sostenere. Per me e per te non è stato mai così. Per questo sono felice che la tua voce sia tornata. On line e in libreria! Buona estate
Gironella
Io in realtà sono scomparsa alla grande, dal mio blog e da quelli altrui, anche se noi abbiamo continuato a sentirci. Non posso dire: allora non mi interessano queste persone, questi contenuti. Non è proprio così. Quando però mi sento spinta lontano da qualcosa e verso qualcos’altro, dopo una lotta interiore iniziale, tendo ad assecondare il suggerimento, perché c’è sempre un motivo da non ignorare. Credo che la scrittura e tutto quello che l’accompagna mi abbiano impegnato tanto, troppo tempo in passato. Sono felice di averlo fatto, ma devo cercare un equilibrio nuovo. Intanto grazie di tutto, complimenti per la tua nuova creatura in gestazione, e buona estate anche a te. Ti abbraccio.
Barbara Businaro
Acquistato!
Poi ci metterò un po’ a leggerlo perché non ho il Kindle, ma un modo lo trovo.
E comunque, bentornata!!! Confido che tu sia riapparsa sul blog per restare, che di argomenti nuovi sulla scrittura e sull’editoria se ne trovano ancora parecchi, specie con la disgrazia dell’intelligenza artificiale… Soprattutto c’è bisogno di rivitalizzare i blog, le relazioni e le conversazioni. Perché su quel dialogo con il tuo Io-critico hai alquanto ragione tu: “sul blog si scrive con regolarità, o non si fa compagnia a nessuno.” Ci aggiungerei anche: “sui blog si commenta con regolarità, o diventano volantini appesi al lampione, che sbiadiscono alla prima pioggia.” Come dici tu, “i contatti con le persone sono importanti!”
Barbara Businaro
Ho inserito un commento, ma non lo vedo…
Grazia
Evviva, cache ripulita e blog di nuovo (pare) funzionante!
Non posso dire che ti do ragione sul comportamento da tenere, perché non è così che mi regolo, sebbene apprezzi il tuo punto di vista. Non ho idee così chiare su cosa debba essere mantenuto vivo e cosa vada lasciato alla sua evoluzione/involuzione naturale. Non ho idee così chiare nemmeno su quali siano i nemici da combattere. Quello che so per certo è che tutelo la mia libertà in ogni modo. La regolarità, negli articoli e nei commenti, è bella quando è (almeno in buona parte) spontanea. Una volta che venga a mancare l’interesse, per qualunque motivo, non credo che ci si dovrebbe “impegnare” per ostacolare una tendenza che comunque esiste, e ci dice qualcosa. E’ umano preferire che le cose rimangano com’erano nel loro periodo d’oro, ma se quel periodo per noi è finito, o è cambiato, per me è più importante accettare il cambiamento che combatterlo. Il che non impedisce ulteriori cambiamenti che ci riportino sul vecchio tracciato. Io la vedo così. Sapendolo, evito il più possibile le forzature. Trasformare il piacere in dovere non mi è mai sembrato un buon affare.
Grazie mille per avere acquistato “Il segno della rondine”! Spero che sia nelle tue corde.
Giulia Mancini
Mi era arrivato il messaggio di Amazon dell’uscita del tuo libro, e ora leggendo il post ne ho subito approfittato per scaricarlo. Lo leggerò volentieri, appena possibile.
Sai che anch’io ogni tanto ho delle remore a scrivere sul blog, mi viene in mente un argomento e poi mi dico “ma a chi interessa?” Oppure scrivo di qualcosa che mi preoccupa e penso che non mi piace usare il blog come “sfogatoio lamentoso” ma poi mi dico, beh pazienza, chi vuol leggere e commentare bene, chi non vuole può passare oltre.
Comunque è bello che tu abbia pubblicato un nuovo libro, è sempre una bella emozione.
Grazia
Ciao Giulia! Il problema dello “sfogatoio lamentoso” avrei dovuto inserirlo nel dialogo, perché è uno dei motivi principali che mi fanno esitare dallo scrivere sul blog. Ci sono problemi che si possono condividere senza essere pesanti per i lettori e senza esporsi troppo, ma a volte i momenti negativi si attaccano uno all’altro fino a creare una vera e propria atmosfera che dura a lungo. In quei casi è difficile uscirne per scrivere senza che sembri una lagna. Grazie di tutto.
Lisa Agosti
Complimenti Grazia! Appena mi è arrivata la mail della pubblicazione su Amazon ho letto la quarta di copertina e l’ho comprato. Anzi prima l’ho comprato poi ho letto la quarta di copertina, perché il tuo nome è una garanzia!
Come Barbara, anch’io non ho il kindle, o meglio ce l’ho ma risale all’era dei dinosauri quindi posso solo vederlo dall’app sul telefono.
Intendo iniziare a leggerlo lì e poi comprare la versione cartacea quando torno in Italia.
Mi farebbe molto piacere poter dimostrare al mio io-critico che ha ragione e postare sul mio blog di aver pubblicato qualcosa… hai fatto bene a aggiornarci sulle tue elucubrazioni mentali e sui tuoi successi.
Sarei curiosa di sapere come hai fatto a scegliere l’editor, Emanuela Navone. La conosci o l’hai selezionata tra varie opzioni?
Lisa Agosti
Ieri ho scritto un commento ma non lo vedo tra quelli pubblicati, quindi riprovo. Complimenti Grazia! Ottimo lavoro.
Ho comprato il libro appena mi è arrivata la mail da Amazon, senza nemmeno leggere la quarta di copertina, perché il tuo nome è una garanzia!
La trama è molto intrigante e comincerò a leggere il libro sulla app kindle del mio telefono, perché il mio kindle risale all’era dei dinosauri e Amazon non lo considera più però quando torno in Italia conto di comprare la versione cartacea.
Hai fatto bene a lottare il tuo io-critico!
Sarei curiosa di sapere come hai fatto a scegliere l’editor, se la conosci o se hai fatto qualche tentativo con altri.
Grazia
Ciao Lisa! Grazie mille! Ho lasciato due dei tuoi tentativi di commento perché erano un po’ diversi. Spero che il romanzo sia di tuo gusto.
Conoscevo Emanuela perché seguo il suo blog e mi trovo molto in sintonia con i suoi (spesso non ottimistici) contenuti. Non mi sono posta altre domande e non ho valutato altri editor. Credo che alla base di una scelta così nuova e rapida ci sia anche l’impressione, nata in questi anni di scrittura e mai smentita, che non esistano vere “cose che funzionano” nel percorso dell’autore qualunque. Colpi di fortuna, può essere, ma alla fine le scelte delicate su cui ci si impegna tanto non cambiano la situazione, se non in modo marginale. Quindi sono andata tranquillissima.
Angelique Gagliolo
In bocca al lupo per la tua nuova pubblicazione!
Per quanto riguarda il blog mi trovo nella tua stessa situazione. Sarà che tra blog, siti internet e social siamo saturi come fruitori di notizie/informazioni e invisibili come proponenti contenuti.
Grazia Gironella
Grazie, viva il lupo! Credo che siamo in tanti a vacillare… Si ha la sensazione che non ci sia più interesse, che i contenuti personali stanchino, oppure non si ha proprio voglia di produrre articoli. Del resto anch’io noto in me un calo di interesse verso i blog che seguivo, quindi non posso dire che non capisco.
Salvatore
Ma com’è che hai un IO-CRITICO identico al mio?? Vabbè, soprassediamo, ma mi riservo di investigare meglio su questa cosa. Mi ha fatto ridere, però, leggere che ti lamenti per due soli anni di assenza… Novizia! C’è chi è riuscito a stare lontano otto anni e tornare come se non fosse passato un solo giorno senza farsene minimamente un problema! E non dirò assolutamente chi è. 😇
In un certo senso capisco anche il tono amareggiato e disilluso – se ho letto bene – ma non ne hai motivo. In Italia non vengono letti nemmeno gli autori affermati. Possiamo dire che è una “passione” comune quella croce che a ciascuno di noi tocca imbracciare. Anzi, essere non letti proprio come i più grandi scrittori italiani potrebbe perfino essere un vanto.
Abbandonando il faceto per il serio, tuttavia, sono contento di sentire che stai comunque scrivendo e pubblicando, e non solo sul blog. Se ti farà ancora piacere farlo, sarò qui a leggerti (magari con un po’ di ritardo come nel mio stile). Altrimenti, ci si rilegge tra due anni esatti. E non sbagliare data, ché io l’ho già calendarizzata! 🫶
Grazia Gironella
Eh, gli… “ii” critici tendono a somigliarsi, lo so. Per quanto riguarda la scrittura, non mi sento amareggiata e disillusa per la mancanza di risultati pratici – che in effetti mancano, non dico di no – quanto piuttosto meglio informata. Certe ingenuità nascevano proprio dall’ignoranza. In cambio la vita che esula dalla scrittura ci mette del suo… Bene, sarà comunque un piacere sentirti prima di otto anni!