Maestri

I momenti secondo William Goldman

Credo sia stata Rosalind Russell a regalare a un giovane attore questa perla di saggezza: “Sai cosa fa funzionare un film? Momenti. Dai al pubblico una mezza dozzina di momenti da ricordare, e lasceranno il teatro felici.” Penso che avesse ragione. E se sei abbastanza fortunato da scrivere un film con una mezza dozzina di momenti giusti, assicurati che al centro ci sia il protagonista.

William Goldman (Chicago, 1931) è uno scrittore e sceneggiatore statunitense. Sue sono le sceneggiature di Butch Cassidy, Il maratoneta, Tutti gli uomini del presidente e Misery non deve morire.

19 commenti

    • Grazia

      E' anche questo un aspetto su cui riflettere: realizzare l'ottimo in tutta l'opera può essere solo un'aspirazione, ma realizzarlo nelle scene principali, nei momenti decisivi, forse è un obiettivo abbordabile.

  • M.

    Niente di più vero. Appena ho finito di leggere un bel libro ci sono dei momenti che mi rimbalzano in testa senza tregua.

  • Eli Sunday Siyabi

    Verissimo!
    (e intanto sono arrivata a pagina 77 del tuo bellissimo libro: con un'analisi del personaggio così – azioni, corpo, dialogo, oggetti, mondo interiore, talenti e abilità – ho iniziato l'ultimo capitolo del mio libro: perché io parto dalla fine! )

    • Grazia

      Finalmente conosco una scrittrice che parte dalla fine! Credevo che se la fossero inventati a tavolino i maestri di scrittura americani… (Mi piace pensare di esserti utile!)

    • Eli Sunday Siyabi

      Ah ah non sapevo che gli scrittori americani… Io parto da lì perché è la parte meno difficile da scrivere di questa non-fiction, e quella che in questi giorni mi sta toccando sul vivo.
      Utilissima, e ora anche sulla parte dei dialoghi.

    • Grazia

      Non credo che sia un'usanza degli scrittori americani in generale, ma nei manuali di scrittura si accenna spesso al fatto che si può iniziare dal principio, dalla fine oppure da un qualunque punto intermedio. In narrativa non riesco proprio a immaginarmi come si faccia, ma con la non-fiction è diverso.

    • Grazia

      Giusto! Non ci avevo pensato perché mi imbarazzerebbe troppo addormentarmi vicino a estranei, e magari svegliarmi russando con un filo di bava che cola sulla spalla…

  • Francesca

    E' tutto vero, sì, però il problema con un romanzo rispetto a un film è che, se il momento giusto si fa troppo attendere, il lettore archivia il libro prima di arrivarci.

  • Gus Omar O.

    « In realtà io vivo continuamente nella mia infanzia: giro negli appartamenti nella penombra, passeggio per le vie silenziose di Uppsala, e mi fermo davanti alla Sommarhuset ad ascoltare l'enorme betulla a due tronchi, mi sposto con la velocità a secondi, e abito sempre nel mio sogno: di tanto in tanto, faccio una piccola visita alla realtà »
    (Ingmar Bergman, La lanterna magica, autobiografia, 1987)

    A me piacciono i film di questo immenso regista. Ecco, un film deve affrontare i grandi temi della vita e dell'essere.

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