Le motivazioni dei personaggi
Il processo di invenzione di una storia è un processo strano…
Dapprima si accende la scintilla di un’idea, poi altre idee si aggregano fino a quando il quadro non si fa abbastanza definito da permetterci di affrontare la prima stesura. In questa fase, però, non tutti gli aspetti della storia ci sono chiari, ed è giusto che sia così. Come faremmo a mantenere vivo il nostro sogno per mesi, se sapessimo per filo e per segno ciò che andiamo a scrivere? Sarebbe un lavoro da copisti, non da scrittori.
Quanto sappiamo della storia quando iniziamo a scriverla dipende molto dalla nostra maggiore o minore propensione verso il lavoro preliminare; alcuni elementi però devono essere chiari fin dall’inizio se non si vuole portare avanti una storia già debole, che difficilmente si riuscirà a correggere. Tra questi metto al primo posto le motivazioni dei personaggi.

Perché i personaggi fanno ciò che fanno nel modo in cui lo fanno? Deve esistere una logica molto solida a sostegno di ogni loro azione; una logica che può anche essere poco razionale, ma deve restare plausibile rispetto al personaggio e comprensibile per il lettore. Senza le motivazioni giuste, l’atmosfera che appassiona l’autore non riuscirà nemmeno a crearsi per il lettore. Ma come sono le motivazioni “giuste”?
– Forti per il personaggio
Uccidere per vendicare un errore medico che ti ha rovinato la vita non è la stessa cosa che uccidere per un parcheggio rubato. Per il lettore una storia è avvincente quando regala emozioni intense, curiosità, momenti di suspense, tutte cose che nascono dagli eventi della trama; ma eventi interessanti e carichi di pathos devono essere sostenuti da motivazioni forti nei personaggi, o si creeranno incoerenze che il lettore non mancherà di notare.
– Collegate a conseguenze importanti
Serve una posta in palio di un certo livello per giustificare motivazioni forti. Cosa succederà al personaggio se non riesce a perseguire il suo obiettivo? Il danno può essere materiale o psicologico, ma non risibile. Se creiamo un protagonista che per tutta la storia insegue un paio di scarpe, sarà meglio che quel paio di scarpe simboleggi qualcosa di fondamentale e ben presentato nella storia, oppure che contenga un microchip di vitale importanza per la nazione.
– Umanamente comprensibili per il lettore
Non è detto che il lettore approvi l’omicidio, nemmeno per vendicare il famoso errore medico; sicuramente però comprenderà la rabbia e la frustrazione del personaggio, soprattutto se gli mostriamo cosa ha perso in seguito a quell’errore. Senza comprensione non esiste vero interesse.
– Espresse con chiarezza
Un passato nebuloso, emozioni inconfessate, messaggi tra le righe… no, le motivazioni dei personaggi devono essere chiare almeno per il lettore, se non per i personaggi stessi (la situazione in cui il lettore intuisce le vere motivazioni del personaggio mentre lui ne adduce altre può essere molto stimolante). Naturalmente l’autore non deve affermare a parole queste motivazioni, ma mostrarle tramite scene, dialoghi e pensieri del personaggio.
Quando i personaggi hanno motivazioni valide è più improbabile che la trama contenga incoerenze, perché le ipotesi meno sensate vengono eliminate a monte dall’autore. Perciò non smettiamo mai di domandarci: “Perché il personaggio fa/dice questo?” Se la risposta ci viene immediata significa che abbiamo chiare in mente le leve della storia; se ci troviamo a riflettere per rispondere, è una spia rossa che si accende. Non spegniamola senza prima capire di cosa ci sta avvisando.
LO HA DETTO… ALICE ORR
Nella prima stesura non preoccupatevi di scivolare nel melodramma; potrete sempre fare un passo indietro più tardi. La vostra preoccupazione principale, come narratori, non è quella di scaldare troppo l’acqua, ma di lasciarla troppo tiepida.

Nata a Bologna nel 1963, vive ai piedi delle montagne friulane. Scrive storie di persone comuni, spesso alle prese con ciò che nella vita resta irrisolto o lascia un segno. Nel tempo libero ama camminare. Ha pubblicato Il segno della rondine, La strada che non scegli, Cercando Goran, Veronica c’è, Tutti gli amori imperfetti, La pace di Jacum e il manuale di scrittura creativa Nel cuore della storia.
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