Quattro consigli per lo scrittore
Per scrivere (e vivere) meglio
Non esiste scrittura che non sia strettamente legata alla persona-scrittore e alla sua vita. Questo significa che ogni cambiamento in uno di questi settori ha ripercussioni anche sugli altri.
Ce ne accorgiamo in negativo quando siamo depressi o preoccupati e non riusciamo a scrivere; ma possiamo anche assumere un ruolo positivo e propositivo.
In quest’ottica si inseriscono i quattro consigli per lo scrittore che Katie Axelson (“scrittrice, editor e blogger che cerca di vivere una storia degna di essere raccontata”) ha pubblicato sul suo blog Have Hope Will Travel.

1 – Vivi
Siamo tutti narratori. La domanda è: stai vivendo una storia che valga la pena di raccontare? Scrivere è un’attività solitaria. Trovare materiale per scrivere invece no. Chiamalo ricerca, vita, piacere. Avventurati fuori dalla tua caverna di scrittore e vivi storie degne di essere raccontate per poter raccontare storie degne di essere lette. Potrebbe essere qualcosa di semplice come un passaggio dal fruttivendolo. Potrebbe essere un viaggio per il mondo lungo un anno. Scegli qualcosa, mettilo in pratica e poi raccontalo.
2 – Ruba
Lo facciamo tutti. Talvolta è intenzionale, talvolta no. Origliamo, prendiamo in prestito senza chiedere il permesso, rubiamo direttamente idee che abbiamo trovato. Ampliamo i confini della verità. Inventiamo di sana pianta. Siamo scrittori. Fa parte del nostro lavoro per arrivare a creare una bella storia. Si può fare.
3 – Corri
Pare che correre e scrivere rilascino nel cervello lo stesso tipo di endorfine. Non ho idea se questo sia vero. So che amo scrivere e detesto correre. Però esiste una disciplina nella corsa, ed è la stessa disciplina che serve per scrivere. Il punto è presentarsi all’appuntamento. Continuare anche quando è faticoso. Vincere il dolore. Festeggiare il traguardo di una maratona portata a termine. Costruisciti una routine di scrittura e rispettala. Scopri cosa funziona per te e proteggilo con cura.
4 – Pensa
C’è qualcosa di liberatorio nel concedere alla tua immaginazione lo scettro della storia. Non serve usare tutto ciò che hai immaginato, ma devi esplorarlo. Lascia che l’immaginazione corra libera. Ogni volta che il tuo personaggio arriva a un punto morto (o a una scena noiosa), domandati: “E se…?” Se dal cielo piovessero unicorni, o l’auto andasse fuori strada? E se lei mangiasse l’ultimo biscotto? Invece se premesse il grilletto? Non preoccuparti che abbia un senso. Lasciati trasportare. Puoi sempre correggere dopo.
LO HA DETTO… CARLOS FUENTES
Il contratto tra autore e lettore è un gioco, e questo gioco è una delle più importanti invenzioni della civiltà occidentale: il gioco di raccontare storie, inventare personaggi e creare il paradiso immaginario dell’individuo, da cui nessuno può essere esiliato, perché in un romanzo nessuno possiede la Verità e ognuno ha il diritto di essere ascoltato e compreso.

Nata a Bologna nel 1963, vive ai piedi delle montagne friulane. Scrive storie di persone comuni, spesso alle prese con ciò che nella vita resta irrisolto o lascia un segno. Nel tempo libero ama camminare. Ha pubblicato Il segno della rondine, La strada che non scegli, Cercando Goran, Veronica c’è, Tutti gli amori imperfetti, La pace di Jacum e il manuale di scrittura creativa Nel cuore della storia.
Un "buon anno" corale!
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