Scrittura

Gli elementi naturali nella scrittura: l’acqua

Bisogna essere come l’acqua.Niente ostacoli – essa scorre.
Trova una diga, allora si ferma.
La diga si spezza, scorre di nuovo.

In un recipiente quadrato, è quadrata.
In uno tondo, è rotonda.
Ecco perché è più indispensabile di ogni altra cosa.
Niente esiste al mondo più adattabile dell’acqua.
E tuttavia quando cade sul suolo, persistendo,
niente può essere più forte di lei.

(dal Tao Te Ching di Lao Tzu)


Vi ho mai detto che amo la natura? Ooops, soltanto una ventina di volte… Questo non mi rende particolarmente originale, lo so, ma per me è un argomento sempre fresco. Il tempo che passa non fa che rendermi più attenta ai dettagli e desiderosa di approfondire le mie conoscenze. Più che un quieto rapporto d’amore tra vecchi coniugi, potrei definirlo un caso di re-innamoramento quotidiano!

Niente di strano, quindi, che io oggi vi parli dell’acqua, che non solo svolge un ruolo fondamentale nella nostra vita quotidiana, ma influenza anche in modo determinante il nostro benessere e le nostre energie.

L’acqua e la vita

Con un corpo che è composto d’acqua per il 60-65%, siamo sicuramente influenzati dalle fasi lunari, proprio come le maree e l’orto di casa; ma ci sono anche gli studi di Masaru Emoto sulla memoria dell’acqua ‒ non riconosciuti dalla scienza ufficiale, ma non per questo meno interessanti ‒ a indicare che l’acqua ha poteri ancora più incredibili.

Come accennavo in questo post sul potere delle parole, secondo Emoto l’acqua può registrare informazioni dall’ambiente esterno e modificare la propria struttura sulla base della loro qualità. Il metodo da lui ideato per verificarlo consiste nel fotografare cristalli di ghiaccio a -4 gradi centigradi,  dopo che l’acqua è stata esposta per un certo tempo a musiche o a parole scritte, pronunciate o persino pensate.

Per farla breve ‒ ma io vi consiglio caldamente di scegliere la via lunga e approfondire l’argomento con uno dei suoi libri ‒ parole dalle connotazioni positive, di amore e gratitudine, per esempio, danno vita a cristalli dalla forma armoniosa, mentre parole che comunicano avversione, critica o indifferenza originano cristalli disarmonici e sgradevoli alla vista. Molto conosciuto, e tentato a casa propria dai più curiosi, è l’esperimento di Emoto con il riso, di semplice esecuzione. Se ne parla qui, ma anche in numerosi video su YouTube.

acqua
L’acqua e le storie

Credo che in ogni storia raccontata l’acqua sia presente, in una forma o nell’altra; ma non è detto che tutti la usiamo allo stesso modo. A seconda del nostro modo di percepirla e dell’atmosfera della storia, l’acqua si manifesta nei modi più disparati, non sempre gradevoli; perché se esiste una faccia gentile dell’acqua ‒ quella che ci disseta e dà vita alla terra, quella in cui volentieri ci immergiamo ‒ ne esiste anche una violenta e devastante nei suoi effetti. Non per niente Lao Tzu vede l’acqua come simbolo della forza.

Pensandoci da autrice, mi rendo conto di ricorrere spesso all’acqua per trasmettere emozioni. Non è una scelta ragionata: mi limito a presentare la scena nel modo che emoziona me. Emozionerà anche il lettore? Forse sì, perché gli elementi naturali sono intessuti nella nostra quotidianità e nella nostra psiche dalla notte dei tempi, e il modo di percepire la loro simbologia è abbastanza condiviso all’interno di una medesima cultura ‒ abbastanza, ma non del tutto. Quello che vi racconto, quindi, è solo il mio modo personale di inserire l’acqua nelle storie che scrivo.

Una pioggia leggera accompagna bene le riflessioni che lasciano i problemi irrisolti, mentre un acquazzone improvviso accentua l’effetto drammatico di una rivelazione. La pioggia che scorre sui vetri sottolinea la malinconia, a volte il peso di un’attesa. Quando sono bagnati dalla pioggia, i personaggi sono sexy, con una deliziosa sfumatura di vulnerabilità.

Sotto un cielo tempestoso, il lago è opprimente, quando non inquietante. Sotto il sole può diventare un simbolo di pace e serenità, ma anche di stasi.

Il ruscello, pacificante e stimolante insieme, può svegliare e fare uscire dalla stagnazione.

Il torrente, soprattutto se in piena, può portare via le emozioni negative e aiutare a prendere decisioni dolorose ma necessarie, ma può anche avere un effetto destabilizzante.

Un ampio fiume, se placido, simboleggia inerzia più che serenità; se in piena, suscita paura.

Lo stagno richiama un’atmosfera torpida e un mistero che può essere svelato, con le dovute cautele.

La cascata crea un momento di vuoto mentale dovuto al suono e all’impressione spesso soverchiante. L’acqua alla sua base, invece, mi sembra una breve pausa di quiete all’interno di un periodo travagliato.

Il mare è tutto questo e di più, a seconda delle condizioni atmosferiche, del moto ondoso, delle maree.

Volevo andare a capo qui, e lo faccio, non senza notare che del mare non ho detto niente di personale. Come tutti ho visto, nei film e nella realtà, le camminate sul bagnasciuga degli innamorati e delle persone pensierose o disperate, i giochi dei ragazzi, i cani scatenati sulla spiaggia d’inverno… ma è come se dentro di me il mare non avesse un posto preciso, infatti raramente lo trovate nelle mie storie. E sì che ho trascorso due mesi al mare ogni estate dei miei primi dodici-tredici anni di vita ‒ un tempo più che sufficiente a raccogliere impressioni, mi pare. Forse sono… una persona d’acqua dolce? Oppure da mare nordico, scuro, che si infrange contro le rocce. Quello sì, è un mare anche mio.

Ma esiste anche l’acqua “domata”, uscita da un rubinetto, dalla bottiglia oppure attinta da un pozzo. Berla ha un effetto calmante, se è a piccoli sorsi. Lavarsi dà un senso di purificazione e rinnovamento anche interiore. Rovesciarla è spesso segno di un’agitazione incontrollata. Sprecarla dimostra scarsa consapevolezza del valore, anche nelle piccole quantità. Annaffiare i fiori è un gesto rasserenante. È piacevole guardare l’acqua nei recipienti che la contengono, e salvare gli insetti che spesso ci finiscono dentro.

L’acqua e la mia casa

Esaurire le mie impressioni sull’acqua, mi rendo conto, è impossibile; però vi ho dato un’idea di come entra nelle mie pagine quando scrivo. Intanto convivo da anni con il concetto della mancanza d’acqua, non perché l’acqua mi manchi realmente, ma per la presenza in casa mia di una serie di acqueforti che hanno proprio questo tema. Sono paesaggi naturali, più o meno umanizzati, dove l’acqua è sostituita da uno spazio bianco: una casa che sorge sulle rive di un ruscello, senza ruscello; un laghetto tra le montagne, senza laghetto; e così via. I quadri sono pregevoli in sé, ma mi sono accorta che evito di guardarli, e non per il disinteresse nato dall’abitudine. La mancanza dell’acqua è disturbante, e forse decreterà la loro sparizione.

E voi, come vivete l’acqua?
È importante o accessoria in ciò che scrivete?

BOLLETTINO DELLO SCRITTORE
Veronica, Veronica e ancora Veronica! Esiste un’ultima revisione che sia davvero leggera? Non a distanza di un paio d’anni, questo è certo. Ci sono dentro fino al collo, ma ce la farò.

BOLLETTINO DEL LETTORE
Con ancora in corso la lettura del Dhammapada,  ho iniziato Spirits of the Earth di Bobby Lake-Thom (la cultura dei nativi d’America!) e Pilgrim at Tinker Creek di Annie Dillard, un’autrice che mi ha conquistata in poche righe.

22 commenti

  • Unknown

    Nella mia precedenete vita devo essere stata una papera felice. L'amore per l'acqua ha vinto la mia enorme pigrizia e mi ha indotto a muovermi e a nuotare. Dall'incontro folgorante con il mare tropicale è poi nata la mia passione per la subacquea, che mi ha portato nei posti più strani in cerca di incontri ravvicinati e di emozioni indescrivibili. Da diversi tempo vivo due mesi l'anno in Madagascar, e di questa esperienza racconto nel mio primo libro, Mora Mora, pubblicato di recente, in cui scrivo anche del mare, dei suoi abitanti e leggende. Alcuni lettori(benevoli)mi hanno detto di aver trovato quelle pagine molto coinvolgenti: forse la mia passione riesce in qualche modo ad arrivare, attraverso le parole.
    D'inverno, quando riesco, passeggio lungo la spiaggia di Rimini se non fa troppo freddo, imbacuccata per porteggermi dal vento. L'Adriatico senza ombrelloni ha una magia tutta sua, e ritrovo il respiro del mare e l'orizzonte aperto che mi ricaricano: grandi doni!

    • Grazia

      Ciao Brunella, benvenuta! Ti prendo a esempio per il tuo rapporto con il mare. Forse dovrei uscire anch'io dalla logica mare=estate=spiaggia affollata. Le poche visite in Sardegna, in zone abbastanza selvagge, non sono bastate a "curarmi". Ti faccio i miei migliori auguri per il romanzo.

  • Nadia Banaudi

    Anche se nella vita reale l'acqua non è il mio elemento preferito per quello che riguarda la scrittura invece mi sono resa conto, leggendo il tuo post, che è il territorio prescelto per inserire i miei racconti, per creare quella cornice dove emozioni e vicissitudini si incastrano perfettamente. SArà che tutto quello che hai scritto è vero, che si presta benissimo a far fluire i pensieri…

  • Barbara Businaro

    Ce l'ho, ce l'ho, l'acqua nella mia storia c'è! Perché "l'acqua è democratica": grazie alla spinta di Archimede, anche chi ha difficoltà motorie può spostarsi, molto meglio di come può fare fuori dall'acqua. E' un'acqua gentile la mia, anzi, fa proprio innamorare. 😉

    L'esperimento del riso e gli studi di Emoto mi hanno ricordato… il tostapane dei Ghostbusters! Che la melma rosa si sia sparsa per tutti i rubinetti della Terra? 😀
    https://www.youtube.com/watch?v=1vYRyqMw9yE

  • Tenar

    Le mie storie sono decisamente "di terra" o al massimo "di lago". Del resto l'acqua che conosco è quella dei laghi vicino a casa mia. Mari e fiumi rimangono territori sconosciuti di cui, però, leggo sempre volentieri

  • Luz

    Ah, tutta questa fluidità depura. 🙂
    L'acqua mi piace, è un elemento rigenerante. Adoro lo scrosciare dell'acqua in luoghi lontani dalla città. Nel '97 vidi le cascate del Niagara, fu una cosa impressionante. Purtroppo soffro il mal di mare, quindi imbarcarmi e solcare le acque non mi appartiene.
    Così come non mi appartiene la piscina, preferisco allenarmi in modi convenzionali. Mio marito invece è un anfibio. 🙂

  • Cristina M. Cavaliere

    Amo moltissimo l'acqua e mi sento pienamente uno "spirito di acqua", non è un caso che io abbia il segno zodiacale e l'ascendente in due segni d'acqua. Spero solo di non annegare! 😉
    Essendo nata in una città dove i canali sono stati chiusi (a parte alcuni navigli), ne sento molto la mancanza perché un fiume connota molto un luogo, tutte le attività umane si organizzano attorno a esso. Almeno nei luoghi di vacanza stanziale, cerco molto la presenza dell'acqua. a me piace moltissimo il lago ad esempio, solo apparentemente tranquillo. Nei miei romanzi la uso volentieri, sempre che non sia vincolata a determinati ambienti come il deserto. Per Lorenzo e Tiziano non c'è stato problema di scelta, essendo il romanzo ambientato a Venezia come ben sai. 🙂 I miei personaggi fanno sempre i conti con l'acqua, a seconda della loro natura: ad esempio Geoffroy detesta l'acqua perché è un elemento instabile e lui è molto solido, a volte pure troppo.

    • Grazia

      Interessanti queste considerazioni sulla solidità di Geoffroy… non ci avevo pensato (o non lo ricordo, tanto per cambiare…). Anche per me la presenza dell'acqua nel luogo dove si vive è preziosa. Qui ci sono torrenti, secchi o travolgenti, senza vie di mezzo, ma anche tanti "rughi", ruscelletti che ci si incanta a guardare e ascoltare. Anche i fossi riescono a essere bellissimi, a volte. 🙂

  • Elena

    Cara Grazia, un post che comincia con Lao Tzu non può essere che meraviglioso. Adoro l'acqua. Se vado a camminare in montagna la prima cosa che cerco è un ruscello, se mi avvicino al mare desidero entrarci o navigarci, idem per il lago. In questo periodo siccitoso ho desiderato piovesse più della terra. Come ben argomenti, le nostre passioni sono presenti nella nostra scrittura. La pioggia, colonna sonora del mio primo romanzo e il mare nel secondo , di cui sai bene. Il suo rumore dolce e impetuoso, l'odore che lascia sulle cose e su di noi . Ciò che più mi lega a lei

    • Grazia

      Non c'è bisogno di motivi razionali per sapere quanto vitale e potente sia l'acqua, per noi e per tutto il creato. Dalle tue parole lo si capisce bene. 🙂 (Il messaggio è troncato, oppure…?)

  • antonia

    Questa riflessione sui poteri dell'acqua nelle descrizioni è davvero esaustiva. Personalmente non lo avrei pensato, ma mi convinco che l'acqua ha un forte potere nell'ambito delle emozioni. Sono nata a Venezia e, anche se ci ho vissuto poco, sono rimasta contagiata dai suoi canali e dalla sua laguna, al punto che sarei dovuta nascere pesce per viverci immersa. L'acqua per me ha un fascino tutto particolare, tanto che ai monti preferisco di gran lunga il mare. Un abbraccio

    • Grazia

      Benvenuta, Antonia! L'acqua ha davvero un grande potere, sulle nostre emozioni e anche sulla nostra mente, per il suo valore simbolico. Chi ha vissuto a contatto con l'acqua difficilmente non ne sente la mancanza, quando se ne allontana. Grazie della visita!

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